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Alitalia, più passa il tempo più la compagnia perde peso: ora è al 15,1% del mercato italiano. Dietro Ryanair

I dati impietosi mentre continua il balletto sulla vendita della compagnia. Che ancora attende il licenziamento del programma dell'amministrazione straordinaria

Mentre continua il balletto sulla vendita di Alitalia, la compagnia diventa sempre più piccola. Gli ultimi dati sul numero di passeggeri trasportati dall’azienda dei voli di Fiumicino sono impietosi: Alitalia perde fette di mercato a rotta di collo e trasporta appena il 15,1 per cento dei passeggeri che arrivano in Italia o partono da un aeroporto italiano verso destinazioni interne, internazionali e intercontinentali. Ryanair la sopravanza di 10 punti: 25,1 per cento dei passeggeri, un quarto del mercato. Al terzo posto, con l’11,3 per cento, si piazza Lufthansa la grande società tedesca che vorrebbe crescere ancora in Italia acquistando proprio quel che rimane dell’azienda di Fiumicino. Il resto del mercato è occupato, in percentuali assai più modeste, da Easyjet, British Airways, Wizzair, Meridiana Fly, Vueling, più una miriade di altre aziende. Se avesse ancora un senso parlare di compagnia di bandiera, la qualifica dovrebbe essere paradossalmente assegnata sul campo a Ryanair nonostante sia irlandese a tutti gli effetti, a cominciare dalla sede di Belfast dove ha scelto di pagare le tasse.

I dati dell’arretramento di Alitalia sono contenuti in un report elaborato nei giorni scorsi dalla società Tra Consulting di cui è amministratore delegato Andrea Giuricin, professore di Economia dei trasporti alla Bicocca di Milano. L’analisi si basa su cifre ufficiali diffuse da Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, e da Assaeroporti, l’associazione confindustriale che raggruppa i gestori degli scali aerei nazionali. Il vistoso calo di Alitalia appare grave alla luce di due circostanze. La prima è che l’arretramento è stato particolarmente vistoso negli ultimi anni: dal 2014 al 2017 Alitalia ha perso ben 5 punti del mercato aereo italiano scendendo al 15 per cento dal 20,1. La seconda circostanza è che questa Caporetto dei cieli avviene in un contesto di grande crescita complessiva del settore aereo nazionale. In un ventennio il mercato dei passeggeri in Italia è passato da 53 milioni a quasi il triplo: 144 milioni e mezzo l’anno passato. La crescita è stata costante nel tempo: già 10 anni fa i passeggeri avevano superato la soglia dei 100 milioni (107 milioni e 600mila il dato esatto).

Alitalia conserva a fatica e per un soffio il primato nazionale solo nel mercato domestico, cioè i voli interni da città a città: 39 per cento del totale contro il 36 per cento di Ryanair. Ma è una vittoria per modo di dire visto che il mercato interno non segue il trend di crescita di quello internazionale, anzi è in forte flessione, mangiato dall’Alta Velocità ferroviaria. Nel 2008, prima che i convogli veloci cominciassero a circolare sui binari, solo 37 viaggiatori su 100 prendevano un treno per spostarsi da Roma a Milano, ora sono più del doppio, 76 su cento. I passeggeri degli aerei 10 anni fa erano la metà di tutti quelli che facevano la spola tra Roma e Milano, ora sono appena il 16 per cento.

Certo i dati si fermano al 2017, ma improbabile che nel primo trimestre ci siano state inversioni di marcia significative. Del resto la gestione commissariale affidata un anno fa a Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari è protetta dalla riservatezza più assoluta. Per esempio non sono state rese pubbliche le relazioni trimestrali sulla gestione della compagnia. A ilfattoquotidiano.it che ha chiesto spiegazioni, la compagnia ha risposto che la normativa “prevede obblighi di pubblicazione di relazioni trimestrali dopo l’autorizzazione del Programma dell’Amministrazione Straordinaria da parte del competente ministero. Procedimento che, nel caso di Alitalia, è ancora in corso”. Per quanto riguarda il passato, secondo Alitalia dovrebbe valere ciò che è avvenuto il 22 novembre 2017 “nel corso dell’audizione pubblica presso la Camera dei Deputati durante la quale i Commissari Straordinari illustrarono l’andamento della gestione dei mesi precedenti”. Il 15 marzo il segretario del Cub Trasporti, Antonio Amoroso, ha chiesto al ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, che fine avesse fatto il programma per Alitalia in amministrazione straordinaria. Nessuna risposta.