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Attentato Francia, morto il gendarme eroe. Nel testamento del killer riferimenti all’Isis

Il presidente francese ha detto che Beltrame ha dato"prova di coraggio e di un'abnegazione eccezionale". Il bilancio dell’attacco terroristico sale a 4 vittime e 15 feriti. Durante una perquisizione nella casa dove abitava Redouane Lakdim, l'attentatore marocchino 26enne, sono stati trovati degli "appunti che alludono allo Stato islamico"

Arnaud Beltrame, il gendarme eroe che si è offerto al posto dei sequestrati durante l’attacco terroristico avvenuto all’interno di un supermercato a Trèbes, è morto nella notte in seguito alle gravi ferite riportate. In serata è stato smentito che prima di morire sia stato unito in matrimonio religioso con la compagna con cui era già sposato civilmente. “Era incosciente, non ho potuto sposarlo, come è stato scritto, sbagliando, in un articolo”, ha spiegato padre Jean-Baptiste in una lettera al periodico Valeurs Actuelles. “Ho potuto dargli il sacramento degli infermi e la benedizione apostolica”.

Beltrame, 45 anni, si era offerto al terrorista al posto di una donna ostaggio. “Il tenente colonnello Arnaud Beltrame ci ha lasciato. È morto per la patria. La Francia non dimenticherà mai il suo eroismo, la sua bravura, il suo sacrificio. Con il cuore addolorato, invio la vicinanza di tutto il Paese alla sua famiglia, i suoi parenti e i suoi colleghi della Gendarmeria dell’Aude”, scrive su Twitter il ministro dell’Interno francese, Gérard Collomb.

Il presidente francese, Emmanuel Macron ha reso omaggio al gendarme dichiarando che l’uomo è “morto da eroe e merita il rispetto e l’ammirazione della nazione intera“. Macron ha aggiunto che Beltrame ha dato “prova di coraggio e di un’abnegazione eccezionale”. Con la morte del gendarme, il bilancio dell’attacco terroristico di ieri sale a 4 vittime e 15 feriti. Anche Paolo Gentiloni ha espresso solidarietà su Twitter, “#Trèbes Solidarietà alla Gendarmerie francese per la morte eroica del tenente colonnello Arnaud Beltrame. Uniti contro il terrorismo”.

Durante una perquisizione nella casa dove abitava Redouane Lakdim, l’attentatore marocchino 26enne, sono stati trovati degli “appunti che alludono allo Stato islamico e fanno pensare a un testamento“, ha fatto sapere una fonte giudiziaria, riferendo che sono stati trovati anche “supporti digitali”. Gli investigatori stanno indagando per capire quali siano stati i motivi che hanno spinto l’uomo a compiere l’assalto, cercando anche eventuali complici. La sua compagna e un amico minorenne sono stati fermati.

Lakdim, armato di coltello e pistola, dopo aver sequestrato i clienti del supermercato Super U di Trèbes, uccidendo tre persone oltre a ferirne sedici, è stato poi ucciso dalle teste di cuoio. L’uomo era già noto alle forze di polizia per una serie di reati di droga. Prima di entrare nello store, Lakdim aveva gridato “Allah Akbar”. Successivamente si è scoperto che l’assalitore aveva prima sparato dalla sua auto almeno cinque colpi contro i Crs, ferendo un poliziotto, a Carcassone, e solo dopo aveva raggiunto la cittadina dove ha aperto il fuoco prendendo in ostaggio i clienti del supermercato.