Cronaca

Atac, persi in un anno 5,3 milioni di km: -24 milioni sul contratto. Pesano la metro A, i bus, e la nuova metro C

Per le casse della controllata del Campidoglio una grana soprattutto economica. Ogni metro non percorso per l’azienda è un danno, poiché il contratto di servizio con Roma Capitale prevede un finanziamento proporzionato alla produzione chilometrica effettuata: un mancato incasso stimato in 66 milioni di euro

Atac macina sempre meno chilometri. Almeno sulle strade e sulle ferrovie della Capitale. Nel 2017, la società capitolina dei trasporti ha fatto registrare 5,3 milioni di chilometri in meno rispetto al 2016, addirittura 24,3 milioni in meno rispetto a quanto programmato nel contratto di servizio. A pesare, il segno negativo sulle prestazioni dei veicoli su gomma, della Metro A e – insospettabilmente – della nuovissima Metro C. Un dato disastroso che non fa altro che confermare la tendenza al ribasso iniziata nell’ormai lontano 2010. Sebbene frutto dell’elaborazione statistica formulata dal blog Odissea Quotidiana – verificata da IlFattoQuotidiano.it – i dati fanno riferimento alle informazioni pubblicate sul sito ufficiale di Atac alla voce “Affidamento Servizi Tpl Atac”, in cui sono linkati i report di servizio mensili. Non si tratta soltanto di un problema di servizio pubblico. Ogni metro non percorso per l’azienda è un danno, poiché il contratto di servizio con Roma Capitale prevede un finanziamento proporzionato alla produzione chilometrica effettuata. Tenendo conto delle cause cosiddette “esogene” (chilometri non effettuati realmente ma pagati al 75%), delle giornate di sciopero (pagate al 50%) e non considerando le eventuali penali comminate, è stato quindi stimato per il 2017 un mancato incasso per 66 milioni di euro. Cifra indicativa cui evidentemente sono corrisposte mancate uscite: carburante, usura materiali, straordinari, ecc.

IL DISASTRO DEI BUS, MALE LA METRO C

Secondo l’elaborazione, lo scorso anno gli autobus Atac hanno percorso 3,1 milioni di chilometri in meno rispetto al 2016 ma, quel che è peggio, 14,7 milioni in meno rispetto al programmato. Una tendenza che non è mai stata nascosta dall’azienda, in attesa dell’investimento da 159 milioni per il rinnovo della flotta – età media 10 anni – previsto nel piano concordatario approvato in Assemblea Capitolina e consegnato dai vertici aziendali al Tribunale Fallimentare. Per quanto riguarda le metropolitane, invece, il dato di maggiore impatto sul servizio lo fa registrare la Linea A, che nel 2017 ha percorso quasi 800.000 chilometri in meno rispetto al 2016, oltre 3,3 milioni in meno rispetto al programmato, anche se a pesare potrebbero essere stati i lavori di manutenzione effettuati nell’agosto 2017. Migliora leggermente la Linea B (+ 135.000 rispetto al 2016 ma – 2,4 milioni rispetto al programmato), mentre crolla la Linea C sotto il peso dell’eccessiva usura delle ruote e dei collaudi per la stazione San Giovanni: i treni driverless hanno percorso nel 2017 ben 2 milioni di chilometri rispetto all’anno precedente.

ROMA-LIDO: UN (DIS)SERVIZIO PROGRAMMATO

Di tutt’altro tenore appaiono le statistiche relative alle cosiddette “ferrovie concesse”, ovvero i treni Roma-Lido, Roma-Viterbo e Roma-Giardinetti (ormai trasformatasi in Termini-Giardinetti). Qui si evince che sia la Lido che la “Roma Nord” fanno meglio del 2016, rispettivamente di oltre 170.000 e quasi 60.000 chilometri, mentre solo il “trenino giallo” della Casilina crolla fino a -100.000. Sui convogli per Ostia, in particolare, dal grafico analitico si evince che non si va mai sotto il 90% del programmato, raccogliendo un dato negativo di circa 550.000 chilometri. Questo significa che, pur non rappresentando un’eccellenza, sulla tanto bistrattata linea nel 2017 si sono sostanzialmente rispettati sia le tabelle orarie sia il contratto di servizio programmato con la Regione Lazio. In totale, sempre considerando i fattori esterni e arrotondando per difetto, i mancati incassi per le concesse dovrebbero non raggiungere quota 3 milioni di euro. Come mai questa differenza fra percezione e realtà? Semplice: la quasi totalità delle corse perse si concentra nelle ore di punta, creando rabbia e frustrazione fra i pendolari.

FRA ESITO DEL CONCORDATO E SCELTE POLITICHE

In attesa di conoscere il responso del Tribunale fallimentare sul piano di concordato presentato il 26 gennaio scorso dai vertici aziendali – non scevro da critiche da parte dei tecnici del Campidoglio – Atac prova a consolarsi con un aumento della vendita dei biglietti registrato nel mese di gennaio 2018, il 6% in più rispetto al gennaio 2017, con ricavi pari al 3% in più. Sempre lo scorso mese “Atac ha superato gli obiettivi di vendita di titoli di viaggio, realizzando anche un’ottima performance”, in quanto “il totale dei ricavi supera i 20 milioni di euro”. Nonostante il parere avverso dell’antitrust, la sindaca Virginia Raggi è decisa a continuare sulla strada del risanamento dell’azienda e in Campidoglio c’è un sostanziale ottimismo rispetto all’esito della (rischiosa) procedura. Dalla Regione Lazio, però, chiama l’alt l’assessore uscente alla Mobilita’, Michele Civita, che in un incontro pubblico di campagna elettorale, avverte: “Se vince Zingaretti il Comune dovrà sedersi al tavolo e parlare dell’ingresso di un partner industriale. E Ferrovie dello Stato può darci una mano”.