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Sanremo 2018, Beppe Vessicchio non sarà al Festival (di nuovo): ‘Non sono io a non voler andare’

Secondo il settimanale Spy, le canzoni proposte dal direttore d'orchestra sono state escluse: "Me ne starò lontano da tutto e tutti", dice. Lo scorso anno, la sua assenza aveva destato la rivolta dei social. Nuove indiscrezioni su chi accompagnerà Claudio Baglioni sul palco: dopo Hunziker, ecco l'attore Pierfrancesco Favino

Per il secondo anno consecutivo, il direttore d’orchestra più amato dal pubblico non sarà al Festival. Si profila all’orizzonte un’altra edizione di Sanremo senza Beppe Vessicchio. Il maestro ha dichiarato al settimanale Spy: “Nessuno degli artisti in gara mi ha contattato. Avevo presentato alcuni cantanti, ma non sono rientrati nella rosa finale. Non sono io a non volere andare al Festival“. Nel caso in cui l’esclusione venisse confermata, Vessicchio ha anticipato che che si negherà “a tutto e tutti” perché non vuole “stare al centro dell’attenzione”.

L’assenza del direttore d’orchestra durante l’edizione 2017 suscitò un’ondata di tweet e una petizione su Change.org che ‘costrinsero’ il presentatore Carlo Conti a invitarlo come ospite d’onore tra il pubblico in una delle serate. Nei giorni del Festival, il maestro finì anche in una puntata di E poi c’è Cattelan nella quale dirigeva un’interpretazione del presentatore (e Anna Tatangelo) di Felicità, famoso brano di Al Bano e Romina Power. Adesso anche il 2018 targato Claudio Baglioniche sarà affiancato sul palco da Michelle Hunziker e, secondo le ultime indiscrezioni, da Pierfrancesco Favino – farà a meno del popolare direttore.

Vessicchio era salito per la prima volta sul palco dell’Ariston nel 1990, anno in cui ricomparve l’orchestra, per dirigere l’esecuzione dei brani interpretati da Mia Martini e Mango. Lo scorso anno, in un’intervista a ilfattoquotidiano.it, spiegò che nel tempo la kermesse musicale era diventato “uno spettacolo televisivo” che aveva come “obiettivo principale” lo show: “La musica diventa strumentale a questa condizione – diceva – Capisco l’esigenza di fare i conti con la modernità, ma bisogna imparare a governare le cose, a non subirle”.