Società

Magia e superstizioni, perché ci affascinano (e possono fare danni)

Una ragazza mi racconta di aver subito una madre prigioniera di superstizioni e riti fantasiosi. La madre era dipendente dagli oroscopi e  dalla lettura delle carte. Interpretava tutta la realtà in base a questi parametri e condizionava la vita dei due figli in base a quello che emergeva dall’interpretazione, che qualche personaggio autoproclamatosi esperto, dava della posizione delle stelle. Per fare un esempio scelse la scuola in base ai risultati astrologici e fece una battaglia contro un fidanzato della figlia perché nato in una congiunzione astrale, a suo avviso, inidonea.

Qualche giorno orsono verso le 13 ho acceso la televisione per sentire le notizie del telegiornale. Mancavano dieci minuti e un esperto pontificava su astrologia e dintorni. In uno dei periodi di massimo ascolto la televisione offre a una pratica rigettata da tutto il mondo scientifico una grande visibilità e un mantra di autenticità. Anche i principali giornali italiani hanno sempre la rubrica astrologica che immagino sia compilata da qualche strano iniziato.

Ma cosa spinge l’uomo a ricercare la magia? E perché pur di vendere un prodotto i mass media sdoganano pratiche senza alcun valore scientifico?

Nel libro La struttura della magia  i due autori Bandler e Grinder mettono in evidenza che c’è una grande distanza fra il mondo in cui viviamo e la rappresentazione mentale che abbiamo costruito di esso. La frase “La mappa non è il territorio” esprime questo concetto mettendo in evidenza che il mondo è molto più vasto e le possibilità molto superiori a quelle che noi ci raffiguriamo. Se io ad esempio mi costruisco una mappa con tutte le discoteche, i pub o i bar presenti sul mio territorio perdo di vista le attività produttive, le officine o gli studi. Dipende da come sono stato educato a vedere la realtà nella mia infanzia.

L’uomo come recita la poesia di Quasimodo “vive solo sul cuore della terra” impaurito da eventi che non riesce a controllare. La magia esercita un indubbio fascino in quanto rassicura fornendo risposte altrimenti impossibili. Un poco di vissuto magico è quindi utile per permetterci di vivere in modo pieno molte emozioni. Diverso è l’uso strumentale di pratiche antiscientifiche volte a vendere prodotti o turlupinare le persone per indurle a essere succubi di ciarlatani.