Scuola

Liceali, ribellatevi all’alternanza scuola-lavoro

Cari liceali, sappiatelo.

Ve lo dico senza perifrasi e senza infingimenti. Chiamare le cose col loro nome è la matrice di ogni attività rivoluzionaria. Per questo, l’ordine classista planetario chiamato economia di mercato ha scelto, con la sua neolingua di completamento, di chiamare le cose coi nomi invertiti: missioni di pace le aggressioni imperialistiche, governi tecnici i colpi di Stato finanziari, buona scuola l’annichilimento programmato della scuola. E allora ve lo dico senza perifrasi edulcoranti, ve lo dico nel modo più diretto: l’alternanza scuola-lavoro è sfruttamento del lavoro minorile. Né più, né meno.

Ecco, in breve, perché dovete opporvi a questo abominio mortificante, che offende la vostra dignità e mutila il vostro futuro: la scuola deve formare e istruire, e-ducare, cioè far crescere esseri umani pensanti e liberi, consapevoli del loro passato e progettualmente aperti al loro futuro. La scuola non serve a creare posti per il mercato del lavoro flessibile: non è un’azienda, anche se ad azienda la stanno riducendo (debiti e crediti, offerta formativa, autonomia scolastica, alternanza, e così via, di nefandezza in nefandezza). L’alternanza fa di voi dei semplici automi prodotti in batteria, pronti per il supersfruttamento mercatistico. Fa di voi dei “meri uomini di fatto”, secondo l’insuperabile formula di Edmund Husserl.

Ribellatevi! Studiate i classici, da Platone ad Aristotile, da Tommaso allo Hegel, opponetevi al mondo della mercificazione totale!