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Ema, il direttore Guido Rasi: “Milano molto preparata ma Amsterdam era preferita dai dipendenti”

"L'81% dei lavoratori dell’Agenzia - spiega -si è detto disposto a spostarsi, ma questo significa che comunque perderemo circa 200 dipendenti".  E commenta così la sconfitta di Milano: "Immagino ci sia ora molta frustrazione, ma il sorteggio era nel regolamento"

“Fino all’ultimo minuto l’Italia ha avuto successo” nella votazione per l’attribuzione della nuova sede Ema, “immagino ci sia ora molta frustrazione, ma i criteri erano stati fissati prima, il sorteggio era nel regolamento“. Da italiano, il direttore esecutivo dell’Agenzia del Farmaco Guido Rasi ha commentato così la sconfitta di Milano, il giorno dopo la decisione degli Stati europei di assegnare ad Amsterdam il compito di ospitare la sede authority persa da Londra dopo la Brexit. “Certamente Milano – ha ribadito Rasi – era seriamente preparata per quanto riguarda i requisiti richiesti e infatti è arrivata in fondo. Apprezziamo l’ottima preparazione dell’Italia, simile a quella di pochi altri Stati e siamo comunque felici del fatto che così tanti Paesi abbiano lavorato e investito tanto per ospitare la nostra nuova sede, perché questo dimostra quanto è importante l’Ema per l’Europa“.

Il numero uno di Ema ricorda anche che la città olandese era al vertice delle preferenze nel questionario fatto compilare ai dipendenti: “Amsterdam vanta il più alto tasso di ‘staff retention'”, cioè la maggiore percentuale di dipendenti Ema disposti a trasferirsi da Londra nella nuova sede. “L’81% dei lavoratori dell’Agenzia – spiega Rasi -si è detto disposto a traslocare, ma questo significa che comunque perderemo circa 200 dipendenti“.  Anche Milano si era affermata tra le prime quattro città preferite dai dipendenti, conquistando il 69%.

Il numero uno dell’Agenzia non prevede ritardi o problemi specifici nel trasloco verso la prescelta Amsterdam, almeno al momento attuale: solo “se qualcosa andasse storto, soprattutto a livello di mantenimento dello staff, ci potrebbero essere problemi nel settore dei dispositivi medici, delle linee guida, degli aggiornamenti e della legislazione veterinaria: potremmo non avere la capacità di affrontarli immediatamente. Ma lavoriamo per evitare qualsiasi carenza di medicinali o ritardo nell’approvazione di nuovi prodotti“. Rasi ha infine confermato che rimarrà a capo dell’Ema “fino al 2020, successivamente tornerò alla mia carriera universitaria”.