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Scanzi vs Rutelli: “Quali sono le battaglie del Pd? Jobs Act?”. “Riforma lavoro positiva, anche se mia figlia è stata licenziata”

Faccia a faccia a Otto e Mezzo (La7) tra il giornalista de Il Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, e l’ex sindaco di Roma, Francesco Rutelli. Scanzi ricorda al politico i motivi della scissione del Pd: “Lo ha detto anche Bersani, peraltro con una verve tale che, se l’avesse avuta nel 2013, avrebbe stravinto le elezioni. Lei prima ha parlato di battaglie. Gli scissionisti dem non sono andati via per antipatie personali, ma perché delle battaglie, che erano fondanti per una certa idea di sinistra, adesso hanno preso una piega totalmente diversa. Esempi concreti: il Jobs Act è una battaglia o no? La Buona Scuola è una battaglia o no? Lo sblocca-Italia è una battaglia o no?”. E aggiunge: “Non basta che uno sherpa Fassino, con la sua grande allegrezza, vada da D’Alema e da Bersani a dirgli di unirsi al Pd. Non è più così semplice. E poi mandano contemporaneamente Guerini a cercare di convincere Casini, Dellai, e la Lorenzin, cioè Alfano. Io mi metto nei panni di un Bersani o di un Fratoianni o di un Montanari, che dicono: ‘Io vado con Renzi, sapendo che mi devo unire a Verdini, ad Alfano e a Casini? Che trionfo'”. Rutelli dissente: “Tante cose sono state fatte, anche sul tema dell’immigrazione. E’ ingeneroso e ingiusto non riconoscerlo. Il Jobs Act è una misura complessivamente positiva, ha aiutato in alcuni casi, anche se una mia figlia, che fa l’estetista, è stata licenziata per il Jobs Act. Altre riforme indiscutibilmente sono rimaste a metà e bisogna continuare su questa strada. Riguardo al Pd, c’è una classe dirigente”. “Dirigente è una parola forte”, commenta ironicamente Scanzi. “Ci sono Gentiloni, Franceschini…“, replica Rutelli. Il giornalista fa notare che sono persone e non proprio una classe dirigente, ma Rutelli sottolinea: “C’è anche una coalizione,  che comprende anche i partiti che lei ha un po’ sbeffeggiato e che, però, hanno permesso in questi anni di fare cose importanti”. “Allude ad Alfano e Verdini? Facciamo i nomi“, ribatte Scanzi. “Certo, i Marò li abbiamo riportati in Italia grazie a loro“, puntualizza Rutelli. “Anche Shalabayeva è stata portata in Italia, poi se n’è andata” – osserva Scanzi – “Ci sono milioni di italiani che non votano più Renzi che dal 2014 a oggi ha perso tutte le elezioni, quindi questi straordinari risultati che lei riscontra evidentemente tanti italiani non li vedono”