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Cinema

Film in uscita al cinema, cosa vedere (e non) nel fine settimana del 30 settembre

MOTHER! di Darren Aronofsky, L’INTRUSA di Leonardo Di Costanzo, ALIBI.COM di Philippe Lacheau, L’INCREDIBILE VITA DI NORMAN di Joseph Cedar, UNA FAMIGLIA di Sebastiano Riso, CHI M’HA VISTO? di Alessandro Pondi: anticipazioni e recensioni

MOTHER! di Darren Aronofsky. Con Jennifer Lawrence, Javier Bardem, Michelle Pfeiffer. Usa, 2017. Durata: 90’. Voto: 4/5 (DT)

In un’apparentemente bucolica e isolata casetta a tre piani, immersa in un imprecisato bosco, la “madre” si sveglia esclamando “baby!”. In casa passeggia sinistro “lui”, marito della donna e scrittore bloccatosi a livello creativo. La cupa atmosfera di attesa diventa la semisoggettiva della “madre” che, con parecchi suoi primi piani in rapida successione di montaggio, ci fanno esplorare il set/ambiente casa senza mai far uscire la donna in esterni. La possibile ripresa dell’attività di scrittura di lui viene però interrotta dallo strano e invadente arrivo di un medico (Harris), che sembra cercare un bed and breakfast. Poi di ospiti ne arriveranno altri con il beneplacito di “lui” fino a un paio di invasioni di normalissimi esseri umani che porteranno il caos.

Al bando l’orrore di genere, l’effettaccio gore, o il ‘bu’ da dietro la porta, la mostruosità in Mother! risiede nell’invasione casalinga dalle sembianze quotidiane. Tavolozza cromatica imbevuta in incupiti gialli, marroni, arancioni e rossi, Aronofsky insuffla sensazioni e richiami di esoterico e sacro, nuclei figurativi venosi e carnosi pulsanti, incrostazioni sanguigne e materia che si distrugge zozza e incandescente per poi ricomporsi linda e pulita. Mother! è cinema spiazzante: allegoria metaforica, trip estetico, febbrile proiezione ad occhi aperti dell’inconscio, che spingono lo spettatore a cancellare i legami dal reale trasportandolo in un surrealismo ipnotizzante. Atteggiamento “autoriale” stilistico peculiare simile a quello febbrile di un Inarritu o un Cuaron (la seconda parte di Mother è tanto visivamente cuaroniana alla Figli degli uomini), compresa la percezione di un’apocalisse possibile in ogni attimo di film e che si scatena al semplice comando del regista creatore. Non siate impazienti e date tempo al film di montare e farsi nella sua interezza. Impossibile rimanere indifferenti.