Società

I giovani possono occuparsi di politica?

La generazione X, millennials, gli Z sono i tre gruppi (in Occidente) a cui verrà lasciata in eredità la democrazia. Ampliando il concetto, avranno nelle loro mani l’eredità di quei 100-200 anni di lotte, guerre, scontri sociali che hanno portato Europa e America a essere il faro e il punto di riferimento dei diritti civili e umani, di tutto quello che comunemente un cittadino considera “normale”. Tuttavia c’è una sfida che queste generazioni devono affrontare: la partecipazione.

La democrazia nella sua forma più elementare, implica partecipazione. Significa che tu, cittadino, devi considerarti non parte di un’entità che subisci passivamente, a cui prendi parte solo in pochi momenti (le elezioni) o quando, passivamente, paghi le tasse. Una comunità democratica è fatta (meglio dire, dovrebbe essere fatta) di una continua interazione tra i governati e i governati (che li hanno eletti).

Per evitare di scivolare in temi politici troppo “caldi” ho pensato di parlarne con Giancarlo Bruno, global Head of Financial Institutions del World Economic Forum.

“Il WEF, nelle sue attività, da sempre promuove una maggiore responsabilità che i cittadini dovrebbero abbracciare nella società civile”, mi dice Giancarlo. “Abbiamo compreso che una fascia di popolazione, tra i 20 e i 30 anni, poteva divenire parte di un processo di responsabilizzazione dei cittadini. Sono persone che entrano nel mondo del lavoro e nelle loro esperienze personali possono percepire e fare proprie le esigenze civiche che richiede una leadership democratica. Con i global shapers abbiamo creato una soluzione indipendente. Noi come World Economic Forum concediamo il nostro brand, la nostra credibilità e la nostra competenza. Abbiamo creato una piattaforma fisica e digitale dove tutte le comunità di global shapers possono interagire. E’ una sfida per i giovani che devono darsi delle regole e degli standard operativi. Per molti aspetti è un’esperienza che potrà tornar loro utile anche nella vita lavorativa. Parliamo di 350 Hub in 150 citta’ di tutto il mondo, con una media di 20 30 membri.”

Cosa c’entra questo con la crescita politica dei cittadini? Dopo tutto associazioni giovanili già ve ne sono bastanti. “La responsabilità – continua Giancarlo – è, a nostro avviso, il primo passo che un cittadino può fare. Concependo che il mondo che lo circonda, dalla piccola comunità sino allo stato nazionale, è fatto di responsabilità”, conclude Bruno.

Sempre più spesso in tutta Europa, si nota un percorso di distacco dei giovani dalla politica, o forse ancora meglio, dalla vita civica. Non è un segreto che in Europa si viva un momento difficile. Da un lato le pressioni dell’economia che, causa la crisi del 2008 e una veloce evoluzione industriale automatizzata, spingono anche i giovani millennials a valutare un approccio alla vita stile “tutto e subito”; dall’altro una perdita di interesse dei giovani per la vita politica e civica perché non si sentono in nessun modo identificati nella elitè politica attuale.

L’approccio del Global Shapers ha una visione molto pratica e operativa.

Già in passato avevo scritto del progetto di Milano fuori classe. Un’idea semplice per far si che i giovani delle scuole potessero interagire con il loro territorio. Una cosa operativa che permette ai giovani di penetrare e modificare (in meglio) il tessuto urbano con progetti semplici ma che danno un risultato diretto, misurabile, e che da soddisfazione (il famoso concetto essere soddisfatti quando fai un lavoro fatto bene”).

Ma sulla stessa scia i Global Shapers di Milano hanno creato il progetto Shapemi per far sì che i giovani universitari possano cominciare a interagire con le pmi italiane e sviluppare un percorso virtuoso di lavoro e crescita.

Tutti questi progetti culminano nell’evento organizzato a Milano a fine settembre, Shape europe 2017, dove i giovani delle comunità di tutta Europa potranno trovarsi, interagire con manager e burocrati al fine di condividere, scambiare e arricchirsi reciprocamente. Una visione di crescita comune dove i più anziani (o diciamo chi ha già un percorso lavorativo nel settore pubblico o privato) possono dare esempi a chi è più giovane interagire e aprire spazi dando la possibilità di indagare e chiedere “come hai fatto a fare questo”.

Bene o male, che piaccia o meno, finché il signor Musk non ci porterà su Marte, dobbiamo prenderci cura della nostra comunità, della nostra nazione, del nostro ambiente.

La vita politica comincia anche da piccoli gesti locali.

@enricoverga