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Migranti, Times: “L’opzione ‘nucleare’ dell’Italia contro l’emergenza: 200mila visti temporanei”

A parlare dell'ipotesi al quotidiano sono il vice ministro degli Esteri Mario Giro e il senatore Luigi Manconi, presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani. E il giornale inglese definisce Gentiloni "furioso" per il rifiuto dei partner europei di accogliere altri migranti

Il Times la definisce “l’opzione nucleare” del governo italiano per spingere i Paesi europei a fare di più per aiutare Roma a risolvere la crisi dei migranti. Si tratta di un piano per il rilascio di 200mila visti temporanei per consentire a chi approda sulle nostre coste di circolare in Europa. Un’ipotesi “in discussione”, hanno detto al giornale britannico il vice ministro degli Esteri Mario Giro, parlamentare di Democrazia Solidale – Centro Democratico, e il senatore Pd Luigi Manconi, presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani.

Nel dare notizia del piano, il quotidiano londinese definisce “furioso” il premier Paolo Gentiloni per il rifiuto dei partner europei di accogliere parte dei richiedenti asilo ospitati nelle strutture italiane. Era stata dei Radicali Riccardo Magi ed Emma Bonino l’idea di utilizzare la direttiva europea 2001/55 (“norme minime per la concessione della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati e sulla promozione dell’equilibrio degli sforzi tra gli stati membri che ricevono sfollati e subiscono le conseguenze dell’accoglienza degli stessi), scritta dopo la guerra dei Balcani per far fronte all’aumento dei flussi migratori.

“E’ un’ipotesi affidabile di cui ho parlato una settimana fa con il ministro Minniti – ha detto Manconi – il quale mi ha detto che verrà esaminata”, ha dichiarato il senatore, pur precisando che non è una minaccia verso l’Europa, ma uno strumento di persuasione più proficuo. Giro, poi, ai microfoni di SkyTg24, ha parlato della necessità di un “duro negoziato” in Europa, e non di “atti di forza” e nemmeno di “urlare o battere i pugni”.

Al momento, ha detto, “non abbiamo un forte potere negoziale, ma dobbiamo trovare alleati. Con buona pace di chi invoca atti di forza, non spiegando come si possa fare, se non al costo di vite umane, lo dicano chiaramente. È un duro negoziato, ma da due anni in Europa si parla solo di argomenti proposti da noi. Agli italiani chiediamo pazienza e calma“.

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