Società

Versilia: la mia non è fatta di miliardari bolliti, ma di poeti in movimento

Ho la casa in Versilia e non penso sia una colpa. Non mi sento un radical chic, anche perché si tratta di una casetta a Cinquale, una frazione di Montignoso in provincia di Massa Carrara, non certo di una villa a Forte Dei Marmi. La Versilia è un posto meraviglioso: ci sono tramonti che lasciano senza fiato e una sera d’estate ho visto anche il famoso raggio verde.

Per chi si stanca della vita effimera e chic delle spiagge ci sono le Alpi Apuane, con il lardo di Colonnata, il bianco del marmo di Carrara, e la memoria atavica della lizzatura (una tecnica antica per far scivolare i blocchi di marmo dal piazzale di carico al piazzale di scarico). Insomma, la Versilia contiene tutto, dai massaggi sulla spiaggia con apericena, alla vita virile e muscolare dei cavatori.

E la Versilia contiene anche Roby Rosi, un mio carissimo amico che vi ho presentato più volte su questo blog e che non mi stanco mai di riproporre. Roby mi ha insegnato tante cose; che quando si brinda con lo champagne i bicchieri non devono mai toccarsi fra di loro; che il calcio, una volta, era uno sport pieno di poesia, intriso di melodia fonetica, con giocatori come Garrincha che facevano sognare e ridere il popolo, di solito sugli spalti si esulta per un goal, con Garrincha il popolo rideva, e ogni risata è eterna, è per sempre.

Quando esco nelle notti della Versilia con Roby Rosi andiamo sempre alla ricerca del cocktail perfetto, andiamo anche alla ricerca di qualche incontro con il gentil sesso, ma si finisce sempre in bianco, anzi: in giallo verde. Roby si veste spesso in giallo verde perché ama il Brasile e perché ama la vita: per lui, infatti, non c’è differenza tra il Brasile e la vita. Nella sua dentatura c’è qualche finestrella di troppo, ma Roby preferisce stappare una bottiglia di Salon (uno champagne di pregio) piuttosto che spendere i soldi per farsi fare qualche impianto dal dentista. Tanto lui ride con gli occhi, con quegli occhi azzurri, guizzanti ed elettrici.

La mia Versilia non è fatta di miliardari annoiati e bolliti, di Santanchè, Panarielli o Briatori vari, di veline o di calciatori in costume da bagno (anche se una volta ho acceso una sigaretta a Buffon e mi è rimasto simpatico), la mia Versilia è fatta di ricordi in motorino, di amici e luna park, di baci salati al cospetto del mare notturno, di passeggiate con mio fratello sulla spiagga deserta in inverno. E di questa casetta con giardino che abbiamo a Cinquale che nel tempo è diventata la residenza principale dei miei genitori, anche se papà ci ha lasciati da tempo. E la mia Versilia è anche Roby Rosi, poesia in movimento.