Cultura

‘La privacy vi salverà la vita’, come non spegnere il cervello dopo aver acceso il pc

Leggendo il titolo, un poco affezionato lettore di Alessandro Curioni, giunto ormai alla seconda opera sui temi di della sicurezza informatica e della privacy, potrebbe pensare di trovarsi di fronte a un saggio sullo spionaggio, magari legato alle ultime rivelazioni di Wikileaks. Giochi di potere che si intrecciano con intrighi internazionali? Nulla di tutto ciò. Certo un po’ di catastrofi ci sono, ma le 140 pagine di La privacy vi salverà la vita! Internet, social, chat e altre mortali amenità (Mimesis edizioni) propongono al lettore una serie di racconti verosimili e dal taglio decisamente umoristico incentrati su quelle che sono situazioni di vita quotidiana per milioni di persone in tutto il mondo.

Tantissime storie che stanno tutte a dimostrare l’importanza di “non spegnere il cervello dopo avere acceso il computer o lo smatphone”, accompagnate da qualche trucchetto “pratico” per difendere la nostra sempre più minacciata privacy. Sono proprio i tanti episodi che portano il lettore a capire che difendere la propria privacy in un mondo totalmente connesso e sempre “on line” non può essere una caso, ma una necessità. Non mancano spunti per riflessioni non banali come la teoria dell’autore secondo cui gli uomini sono “biologicamente inadatti alla rete” e i pericoli a cui esponiamo i nostri figli facendo un uso disinibito dei social network.

Un tema che sembra essere particolarmente caro a Curioni è quello dell’Internet delle cose, al quale dedica una parte significativa del libro. Il suo interesse per i rischi legati a miliardi di oggetti connessi, dai televisori alle automobili, passando per i termostati e le dighe, si concentra su tutti quei rischi che tutti noi semplicemente ignoriamo. In questo caso possiamo confortare l’autore quando scrive: “Il mio libro precedente è stato definito in vari modi: inquietante, angosciante, terrificante, terroristico, spaventoso. Spero che questo abbia la stessa calorosa accoglienza”. Caro Curioni stia pure tranquillo le sue speranze non andranno deluse.