Politica

Renzi, i versamenti del Giglio Magico alla fondazione Open: i finanziatori “big” da Bianchi a Boschi

Nata con atto notarile nel 2012 come Big Bang, la fondazione ha finanziato le attività legate all'ex presidente del Consiglio, a partire dalla Leopolda. Sul sito l'elenco, seppure incompleto, dei sostenitori. E tra le aziende ci sono anche la British American Tobacco e la Corporación America Italia

Chi è il giglio magico economicamente più generoso con Open, la fondazione di Matteo Renzi? Di gran lunga Alberto Bianchi, il presidente di Open con 30.400 euro. Sì, proprio lui, l’“avvocato del renzismo, contro le falsità del caso Consip”, come qualche giorno fa ha titolato Il Foglio, che gli ha dedicato una lunga intervista. Titolare di uno studio molto quotato a Firenze, membro del cda di Enel, Bianchi, 63 anni, “il personaggio più potente e riservato del Giglio magico, come lo ha definito Emiliano Fittipaldi sull’Espresso, è anche consulente legale di Consip. Tra i finanziatori di Open c’è anche, con 60 mila euro, l’Isvafim di Alfredo Romeo, l’imprenditore arrestato per il caso Consip, come sottolinea La Nazione che da giorni sforna i verbali dell’inchiesta e ha pubblicato anche i finanziatori di Open, peraltro in parte già noti, ma aggiornati agli ultimi bonifici. Un segnale questo che viene dal più importante quotidiano di Firenze, come anche in riva all’Arno soffi un vento non più amico per l’ex sindaco.

Open, nata con atto notarile nel 2012 come Big Bang, con lo scopo (articolo 3 dello statuto) “di promuovere, supportare ed elaborare ricerche, analisi, studi e proposte”, è sorta in realtà con l’obiettivo di finanziare le attività del renzismo, a cominciare dalle Leopolde. Oltre a Bianchi nel consiglio di Open figurano i “gigli” più cari a Renzi: Maria Elena Boschi (segretaria), Luca Lotti e Marco Carrai. L’elenco dei sostenitori di Open si ferma al 30 giugno 2016 e non rivela i nomi di coloro che per la legge sulla privacy non hanno autorizzato la pubblicazione.

Premesso che si tratta quindi di un elenco incompleto quello che si può leggere nel sito di Open, le curiosità sono tante. Tra i big più generosi con la fondazione figurano il finanziere di Algebris Davide Serra che con la moglie Anna Barassi ha versato 225 mila euro, l’ex presidente della Fiat Paolo Fresco (50 mila euro) e Vincenzo Manes (62 mila euro), imprenditore e fondatore di Dynamo Camp, un’associazione impegnata nel sociale (aiuta bambini con gravi difficoltà). Tra i finanziatori con il “braccino corto”, come amano scherzare i fiorentini, c’è il potente direttore generale della Rai Antonio Campo Dall’Orto con 250 euro.

Nel Giglio magico, oltre a Bianchi, il più generoso risulta David Ermini, parlamentare e responsabile giustizia del Pd con oltre 20.800 euro. Al secondo posto con 17.800 euro il lucchese Andrea Marcucci, dell’omonima famiglia, potente in economia e in politica (Marialina Marcucci è stata vice presidente della Regione Toscana ed ex editrice dell’Unità) e il segretario regionale dei democratici Dario Parini con 15.600 euro. Più distaccati il tesoriere nazionale del partito Francesco Bonifazi (12.800), il sindaco di Firenze Dario Nardella (6.600), l’ex direttore dell’Unità Erasmo D’Angelis (6.400) e l’europarlamentare Simona Bonafè (4mila euro). E Lotti e la Boschi che siedono nel renzismo alla destra e alla sinistra del Capo? Più generoso il primo rispetto all’ex ministro per 800 euro di differenza: 9600 euro versati da Lotti e 8.800 dalla Boschi.

Tra le aziende, a parte la Isvafim, da segnalare anche la British American Tobacco (150 mila euro), re del tabacco, la Corporación America Italia (25 mila euro), holding che controlla la Toscana Aeroporti e la Moby spa (100 mila euro), società dei traghetti dell’armatore Vincenzo Onorato, che a livello personale ha effettuato un bonifico di 50 mila euro.