Cronaca

Elicottero del 118 precipitato in Abruzzo: sei morti. Due erano soccorritori al Rigopiano

Il velivolo non era impegnato né per l’emergenza maltempo né per quella relativa al terremoto: aveva eseguito l'operazione di recupero di un ferito su una pista da sci a Campo Felice. Il relitto è stato trovato dai soccorritori in fondo a un canalone, le salme sono state tutte recuperate. L'ipotesi è che lo schianto sia stato causato dalla nebbia

Sono tutte morte le sei persone a bordo dell’elicottero Aw 139 del 118 precipitato intorno alle 12, in Abruzzo, dopo aver eseguito l’operazione di recupero di un ferito su una pista da sci a Campo Felice. A bordo c’erano i cinque membri dell’equipaggio e lo sciatore a cui era stato prestato soccorso: Ettore Palanca, 50enne di Roma, era maitre dell’Hotel Cavaliere Hilton della capitale ed era sposato. Del personale del velivolo precipitato facevano parte Walter Bucci, 57 anni, medico rianimatore del 118 Asl dell’Aquila, Davide De Carolis, tecnico dell’elisoccorso del soccorso alpino e consigliere comunale di Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila), Giuseppe Serpetti, infermiere, Mario Matrella, verricellista, Gianmarco Zavoli, pilota.

Bucci e Carolis avevano partecipato nei giorni scorsi alle operazioni di soccorso all’Hotel Rigopiano, sepolto da una valanga mercoledì 19 gennaio. Come si apprende da fonti del Soccorso alpino, Bucci, medico rianimatore, aveva lavorato due giorni tra le macerie dell’albergo, mentre De Carolis, tecnico dell’elisoccorso, avrebbe lasciato la zona del pescarese solo martedì.

L’elicottero è stato trovato in fondo a un canalone di 500 metri. L’intervento dei soccorritori in alta quota è durato diverse ore per via delle difficili condizioni metereologiche, con vento e raffiche di neve. Le salme sono state tutte recuperate, utilizzando due gatti delle nevi, e caricate sulle ambulanze. “L’elicottero si è schiantato in località Monte Cefalone, non lontano dalla piana di Campo Felice. Era intervenuto nella zona degli impianti per un normale soccorso dopo un incidente sciistico e aveva già svolto l’intervento e stava tornando indietro”, spiega l’ingegnere Marco Cordeschi, esperto e consulente del Comune dell’Aquila nell’ambito della Commissione Valanghe. “Ci vorrà tempo per capire la dinamica dell’incidente ma possiamo ipotizzare che lo schianto sia avvenuto a causa dalla nebbia, perché questo è un itinerario conosciuto. Nei giorni scorsi, durante le operazioni per l’emergenza maltempo, anche i mezzi dell’Aeronautica guidati da piloti molto esperti hanno avuto qualche difficoltà in questo punto. Siamo sotto choc perché conosciamo tutti gli operatori che erano a bordo“.

“L’elicottero è stato fatto intervenire perché lo sciatore aveva delle fratture importanti agli arti”, spiega all’Ansa Andrea Lallini, gestore degli impianti sciistici di Campo Felice. “Il pilota dell’elicottero ha ritenuto che ci fossero le condizioni di sicurezza ed è atterrato”, aggiunge Lallini. “Le condizioni di sicurezza per sciare c’erano. Gli impianti erano regolarmente aperti, c’erano molti sciatori e la visibilità era buona”, conclude il gestore degli impianti.

Volava basso e piano, c’era molta nebbia non si vedeva a pochi metri, seguiva la strada mentre andava verso la stazione di Campo Felice dal valico della Crocetta. Quando è tornato indietro ho prestato attenzione poi ho sentito un botto, un forte rumore, penso l’ impatto con la montagna. Il motore ha continuato a girare per un minuto poi non ho sentito più nulla. E ho chiamato subito il 118″. È il racconto di Loris Fucetola, istruttore di fondo, che ha dato l’allarme dopo lo schianto dell’elicottero. “Poco prima delle 11 ero con un mio amico e abbiamo visto un elicottero volare a bassa quota e ci siamo chiesti il perché – testimonia invece all’Adnkronos il sindaco di Lucoli, Gianluca Marrocchi – Poi abbiamo pensato a un’operazione di soccorso sul nostro territorio che è molto vasto con tante frazioni. Poco dopo è scomparso nella nebbia”. “Ma – aggiunge – non abbiamo sentito nessun boato”. Secondo le prime informazioni, l’elicottero avrebbe lanciato il segnale di crash mentre si trovava in località Casamaina, nel comune di Lucoli, nei pressi della piana di Campo Felice, una delle stazioni sciistiche più frequentate nel Centro Italia. L’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv) ha aperto un’inchiesta di sicurezza sull’incidente.

Cominceranno domani le attività tecniche dei Carabinieri nell’ambito dell’inchiesta della procura della Repubblica sullo schianto dell’elicottero del 118 in zona Campo Felice. Probabile una nuova salita in quota degli investigatori per accertamenti sul velivolo, con l’obiettivo principale di recuperare la cosiddetta ‘scatola nerà che oggi non è stata prelevata, dando priorità al recupero dei corpi delle sei vittime. Oggi le operazioni sono state svolte anche dai Carabinieri forestali. Il sostituto procuratore Simonetta Ciccarelli, titolare del fascicolo, sta preparando le deleghe di indagine. La zona, per quanto impervia, è formalmente sotto sequestro e viene presidiata dalla strada, la statale 696, da una ‘gazzellà dei militari.