Società

Germania, il Partito nazista è legale (e anche l’apologia del passato)

La mancata messa al bando del Partito neonazista in Germania (Npd), con la recente sentenza del 17 gennaio, ha destato sorpresa poiché la richiesta era stata avanzata non da un singolo o da un partito, ma dal Senato federale. Paradossale, nella sua insita contraddizione, la sentenza della Corte Suprema che afferma che l’Npd persegue obiettivi anticostituzionali, ma non è in grado di nuocere. La considerazione è probabilmente legata al basso riscontro elettorale del partito (appena sopra l’1% alle europee del 2014) né i sondaggi per le elezioni del 2017 gli offrono riscontri migliori.

La messa al bando del Npd prescinde dalle considerazioni sulla pericolosità (concetto peraltro fluido, a seconda delle zone), ma avrebbe potuto servire come simbolico messaggio culturale, all’interno dello scenario tedesco ed europeo nelle quali le spinte razziste e xenofobe assumono sempre più peso.

Negli anni l’Npd – che esiste dal 1964 – ha sempre cercato di rappresentarsi come partito nazionalista. Il suo modello è stato il Movimento sociale italiano, con il quale era però in vivo disaccordo sull’Alto Adige i cui territori l’Npd rivendicava. Formalmente non è un partito nazista, non lo è nei simboli (i colori e la grafica però sono gli stessi), ma lo è nei richiami culturali: paganesimo, rapporto simbiotico con la natura, la terra come origine della stirpe, la famiglia come primo agglomerato della comunità nazionale portatore di valori e tradizioni da trasmettere.

Il tema dell’Europa come terza via tra comunismo e americanismo – che aveva contraddistinto i movimenti di estrema destra fino alla caduta del muro di Berlino – è sfumato ora nel Npd, come in altre organizzazioni in Europa e negli Stati Uniti, nell’antiglobalizzazione che ha eroso l’autorità dello Stato nazionale. “Il libero capitale internazionale – si legge dal sito – rappresenta una minaccia esistenziale per la sopravvivenza dei popoli sovrani”, da qui anche discende la necessità di recuperare la sovranità nazionale: “Ci sono troppi interessi finanziari stranieri in Germania”. Serve inoltre l’intensificazione della spesa militare per la difesa dei confini.

Comune a tutti gli estremismi, i problemi reali della globalizzazione sono declinati in chiave apocalittica, ma le risposte guardano al passato: la Germania solo terra dei tedeschi, “nessun diritto di residenza per gli stranieri in Germania”, espulsione degli immigrati.

Nell’ottica del Npd il passato della nazione deve essere visto nella sua unità, quindi implicita rivalutazione del nazismo come parte dell’esperienza nazionale dei tedeschi.

Se il Npd copre il neonazismo con una foglia di fico, ci sono invece gruppi e associazioni che esibiscono apertamente simboli e rituali del Terzo Reich. Tra la Pomerania e il Meclemburgo alcuni piccoli villaggi, con poche decine di persone, sono stati trasformati in altrettanti minuscoli Reich abitati da contadini eco-nazi: “ariamo per la Germania” è uno dei motti. Sono comunità naziste che permeano anche l’educazione dei bambini (per loro ci sono anche le divise) e con scuole locali che si sono rifiutate di affrontare il tema dell’estremismo di destra.

I temi di carattere economico e l’ostilità verso gli immigrati sono affini al partito emergente Alternativa per la Germania (Afd), autentica mina vagante delle prossime elezioni che i sondaggi valutano con consensi al di sopra del 10%.

La mancata messa fuori legge dei neonazisti può essere vista come azione di disturbo nei confronti di Alternativa per la Germania, considerato che il bacino elettorale è in parte lo stesso? Entrambi sono antieuropeisti: l’euro come prigione delle nazioni – scrive l’Ndp –; i migranti che non ottengono il diritto di asilo devono essere trasferiti in un’isola fuori dall’Europa sotto la vigilanza dell’Onu, sostiene Afd.

Anche Alternativa per la Germania – che rifiuta con decisione ogni accostamento con l’estremismo e con il nazismo – inciampa facilmente su bucce di banana che rivelano l’orientamento più profondo di una parte dei suoi membri. Björn Höcke, uno degli esponenti più in vista del Afd, ha definito il memoriale dell’Olocausto un “monumento della vergogna”.

Ecco allora che, la messa fuorilegge del Partito neonazista, pur non risolvendo il problema di una brace che cova sotto la cenere, avrebbe quantomeno segnato un limite alla deriva di esternazioni che, istigando all’odio, rischiano di trascinarsi in un vortice di affermazioni sempre più gravi e frequenti. In realtà è la trama del percorso che, dal 2013, ha radicalizzato sempre più a destra la Afd. La Germania e l’Europa non possono permetterselo.