Scuola

Scuole al freddo, a Roma disagi in molti istituti. Presidi: “Impossibile fare lezione, dal Comune provvedimenti tardivi”

In tanti Comuni del Centro e Sud Italia molte strutture sono rimaste chiuse. Così è soprattutto la Capitale a risentire dell’ondata di gelo che sta investendo la Penisola in questi giorni. L'Associazione Nazionale dei dirigenti scolastici: "Problemi nel 30% dei casi". Campidoglio ribatte: "Ci risultano solo pochi malfunzionamenti, stiamo intervenendo"

Basse temperature e maltempo, impreparazione, problemi strutturali: le scuole dopo le vacanze riaprono al freddo a Roma; o non riaprono proprio in tanti Comuni del Centro e Sud Italia, dove i sindaci hanno preferito non correre rischi e lasciare a casa professori e studenti. Così è soprattutto la Capitale a risentire dell’ondata di gelo che sta investendo la Penisola in questi giorni: senza neve che giustificasse un’ordinanza di chiusura, ma con le caldaie ancora spente, riaccese in ritardo o andate in sovraccarico, l’operazione “scuole calde” lanciata da Virginia Raggi non è bastata ad evitare disagi e numerose segnalazioni di protesta. E anche le inevitabili accuse dell’opposizione, con il Pd che parla di “incapacità della sindaca” e Alessandro Onorato della Lista Marchini che chiede addirittura le sue dimissioni. Anche se dal Campidoglio ridimensionano il problema: “Ci risultano solo pochi malfunzionamenti, stiamo intervenendo”.

“A ROMA 30% DI SCUOLE AL FREDDO” –  Sabato scorso, viste le temperature sempre più rigide registrate anche nella Capitale, il Campidoglio aveva provato a muoversi in anticipo per riscaldare le scuole ed evitare problemi alla ripresa delle lezioni: la Raggi aveva firmato un’ordinanza per disporre la riaccensione dei termosifoni 24 ore prima del previsto, predisponendo anche le attività di manutenzione antigelo. Subito, però, il vicepresidente dell’Associazione Nazionale Presidi, Mario Rusconi, aveva parlato di “operazione tardiva” e aveva consigliato le famiglie di vestire i propri figli in maniera più pesante. Ed in effetti la riapertura degli istituti romani è stata accompagnata da molti disagi, dai licei agli asili. Tra le tante segnalazioni che provengono da dirigenti e associazioni studentesche, problemi ai Licei Newton, Foscolo, Pascal, e alla sede centrale dell’istituto Manin. Alla materna Principe di Piemonte è andata in tilt anche la rete elettrica. Il complesso che ospita il liceo Malpighi e l’istituto Ceccherelli ha addirittura dovuto chiudere e rimandare a casa i ragazzi. Proteste all’istituto Tecnico Galileo Galilei di piazza Vittorio, una delle scuole più antiche e grandi di Roma, dove i termosifoni si sono spenti alle 12 e gli studenti hanno minacciato di scioperare domani se la situazione  non verrà risolta. “È difficile avere un quadro complessivo, ma dalle comunicazioni dei nostri presidi possiamo dire che quasi il 30% delle scuole romane sta avendo problemi”, spiega Rusconi. “In alcuni istituti ci segnalano una temperatura di 12-13° all’interno: impossibile fare lezione così”. Il Comune, però, pur ammettendo il disagio, fornisce altre cifre: “Su un totale di 1.124 impianti termici, sono stati segnalati 62 malfunzionamenti o mancati avvii”. Una percentuale di poco superiore al 5%. “Su circa una ventina di questi si è già prontamente intervenuti. I restanti si sono verificati nella mattinata odierna e sono in fase di risoluzione”, si legge in una nota.

ORDINANZA TARDIVA E PROBLEMI STRUTTURALI – In ogni caso la situazione di difficoltà era prevedibile, tanto che il Campidoglio aveva provato a rimediare con l’ordinanza sui riscaldamenti firmata sabato scorso dalla Raggi. “Troppo tardi”, commenta il vicepresidente dell’Associazione presidi. “A Roma ci sono oltre 2mila edifici di proprietà del Comune o della Città metropolitana: per i più moderni c’è il teleriscaldamento a distanza, ma sono pochi. Nella maggior parte dei casi ci vuole l’intervento in loco di una squadra di tecnici inviata dai Municipi per riattivare le caldaie. Impensabile fare tutto in 48 ore, specie nel weekend”. Solo in alcuni casi, dunque, l’ordinanza è stata applicata e ha avuto effetto. Spesso i termosifoni sono ripartiti soltanto oggi e impiegheranno un po’ per riscaldare gli ambienti. In altri casi, addirittura, si sono accesi e subito spenti nuovamente. Come ad esempio alla Scuola primaria e dell’infanzia Falcone e Borsellino: “Nei giorni scorsi le caldaie erano state riattivate, come disposto dal Comune, ma stamattina purtroppo sono andate in blocco”, racconta la vicepreside Laura Musto. Il resto, infatti, lo ha fatto il pessimo stato in cui versano tanti edifici: “Non è una questione di ordinanze, i problemi sono strutturali”, aggiunge Andrea Russo, segretario della rete degli studenti medi. “Oltre la metà delle strutture nella Regione sono state costruite prima degli Anni Settanta, con impianti desueti, o evidenti deficit di isolamento e coibentazione termica”. I problemi, insomma, vengono da lontano: “Chi dà la colpa alla Raggi strumentalizza l’emergenza: sono 20 anni che le scuole romane vengono trascurate. Anche stavolta però si è agito con approssimazione”, conclude Rusconi.

CASI ISOLATI AL NORD, NIENTE LEZIONI AL SUD – È andata meglio al centro-nord, un po’ perché il  maltempo si è fatto sentire di meno, un po’ perché le scuole erano più preparate. “A Milano non ci risultano particolari disagi, memori di brutte esperienze passate le istituzioni si sono mosse per tempo senza bisogno di ordinanze straordinarie”, spiega Agostino Miele, dirigente dell’Istituto Comprensivo di Buccinasco e responsabile Milano dell’Associazione Presidi. “È bastato far ripartire le caldaie domenica, anche perché gli ambienti erano già stati parzialmente riscaldati nei giorni precedenti”. Nella Capitale, invece, sono rimasti spenti per tutto il periodo natalizio. Si sono registrati solo casi isolati a macchia di leopardo, dovuti principalmente a guasti e malfunzionamenti: due plessi a Bologna, uno a Bergamo, tre a Pisa secondo le prime segnalazioni. Scuole chiuse quasi ovunque al Sud, invece, nella maggior parte dei Comuni di Puglia, Basilicata e Molise, ma anche in Abruzzo, Campania e Calabria: di fronte all’ondata di gelo, i sindaci hanno preferito tenere a casa bambini e ragazzi, anche per non correre rischi sulla viabilità. È già certo che l’ordinanza verrà confermata anche domani in Puglia in tutta l’Alta Murgia e nella provincia di Brindisi, a Benevento, Chieti, Matera, Potenza. Altri provvedimenti potrebbero arrivare nelle prossime ore. Niente lezioni, anche per due o tre giorni. Ma almeno senza disagi per studenti e professori.

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