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Germania, Cdu di Merkel: “Stop a doppia cittadinanza per i figli degli stranieri”

Il congresso dell'Unione cristiano-democratica prosegue nel proprio riposizionamento verso il centro in vista delle elezioni del prossimo anno e approva una mozione dei giovani del partito per rovesciare il compromesso raggiunto nel 2014 con il Partito socialdemocratico sulla cittadinanza dei figli degli immigrati. La decisione rischia di incrinare gli equilibri all'interno della coalizione al governo e la cancelliera prende le distanze

Basta alla doppia cittadinanza per gli stranieri nati in Germania. Il congresso dell’Unione cristiano-democratica (Cdu) di Angela Merkel, prosegue nel proprio riposizionamento verso il centro in vista delle elezioni del prossimo anno. Dopo le parole della cancelliera contro il burqa (“deve essere vietato dovunque possibile giuridicamente”), i delegati cristiano-democratici hanno approvato una mozione presentata dai giovani del partito per rovesciare il compromesso raggiunto nel 2014 con il Partito socialdemocratico (Spd). La mozione chiede il ripristino dell’obbligo di opzione per chi nasce in terra tedesca da genitori stranieri. Dovranno esercitarlo in età compresa fra i 18 e i 23 anni, scegliendo tra una delle due cittadinanze, come avveniva fino a due anni fa. La decisione riguarda soprattutto la vasta comunità turca presente in Germania. Ma la Merkel prende le distanze dal documento.

La decisione è stata adottata con il voto del 51,5% dei delegati, dopo un aspro dibattito interno nell’ultimo giorno del ParteitagEssen. Il ministro dell’Interno Thomas de Maizière, difensore del compromesso con l’Spd, ha fatto presente come sarà impossibile adottare questa misura nell’attuale legislatura, dove il Cdu è al governo proprio in coalizione con i socialdemocratici. Il tutto sarà, quindi, presumibilmente rimandato a dopo le elezioni. Martedì 6 dicembre il congresso ha rieletto alla guida del partito Angela Merkel con l’89,5% dei voti, dando così il via libera anche alla sua candidatura per un quarto mandato.

Il tentativo del Cdu di riposizionarsi verso il centro, in vista del voto di settembre 2017, mette a rischio gli equilibri della “Grosse Koalition” al governo, che dovrà invece durare quasi un altro anno. Se il Ministro della Giustizia, il socialdemocratico Heiko Maas, ha mantenuto una posizione più diplomatica, definendo comunque la decisione “un passo indietro per l’integrazione“, molto più deciso è stato Thomas Oppermann. Parlando al quotidiano Die Welt, il capogruppo al Bundestag dell’Spd ha parlato di “una chiara violazione del patto di coalizione”. La doppia cittadinanza, insieme al salario minimo, era stata uno dei punti cardine dell’intesa tra i due partiti, che a dicembre 2013 aveva dato il via al terzo governo Merkel.

“Fintanto che il gruppo Cdu si attiene al contratto di coalizione non ci sono problemi”, ha commentato il numero uno della Spd Sigmar Gabriel. “Credo che i problemi esistano nel partito della signora Merkel – ha aggiunto il vicecancelliere all’emittente N-Tv – in quanto è del tutto palese che la Cdu vuole una politica diversa da quella della sua presidente”. I delegati del congresso “hanno eletto la presidente sbagliata per questa politica oppure Merkel si è scelta il partito sbagliato”, ha detto ironicamente Gabriel. La mozione è “un colpo all’integrazione”, ha confermato il leader della Spd, rassicurando però di non potersi immaginare che la proposta trovi una maggioranza in parlamento. Il leader socialdemocratico ha inoltre escluso una fine della “Grosse Koalition” prima delle elezioni: “Do per scontato che Cdu e Csu si attengano al contratto di coalizione, di cui fa parte il fatto di rendere possibile la doppia cittadinanza per un bambino nato in Germania” da genitori stranieri.

L’ipotesi avanzata da Gabriel sulle divergenze tra il partito cristiano-democratico e la sua leader è stata confermata dalla stessa Angela Merkel. “Non dovremmo annullare la doppia cittadinanza”, ha affermato la cancelliera sempre a N-tv. La riconferma della Merkel alla guida del Cdu è passata però anche attraverso un suo riposizionamento verso posizioni più conservative. “Non tutti gli 890mila rifugiati che sono arrivati da noi possono e devono restare qui”, ha detto la cancelliera al congresso annunciando una nuova, più restrittiva, linea sui migranti. Nel suo discorso ai delegati si era poi espressa contro il burqa e contro la legge islamica, la sharia, chiarendo che in Germania non si sarebbe mai potuta creare “una società parallela”. La mozione approvata oggi dal congresso di Essen prevede anche l’inasprimento delle misure per l’espulsione dei profughi cui non è stato riconosciuto il diritto di asilo.

E in discussione nelle ultime ore c’è un altro emendamento proposto dalla federazione del Baden-Württemberg, che chiede l’istituzione di “zone di transito”, centri di raccolta e identificazione in aree vicine ai confini tedeschi. Infine una mozione, intitolata “Orientamento in tempi difficili“, che contiene proposte per la lotta alla criminalità e sulla politica fiscale.