Cultura

Si Fest Off 2016, parola d’ordine: guardare i particolari

Savignano sul Rubicone. Grandi nomi internazionali, foto d’archivio, un maestro dello storytelling, un reportage ai confini della Terra, una ricerca ritrattistica in Russia, un omaggio a Marco Pesaresi e una sezione indipendente dedicata alla giovane fotografia d’autore (Si Fest Off).

Non manca proprio nulla all’edizione 2016 del Si Fest (www.sifest.it) che si prepara ad un lungo week end dedicato alla fotografia. Fino al 25 settembre, in diverse location della cittadina romagnola, verranno infatti ospitate le mostre dell’edizione 25 di uno dei festival fotografici più longevi in Italia che alterna nuove proposte a grandi colossi del genere. Ce li ricordiamo tutti i lavori di Larry Fink o Max Pam esposti negli anni precedenti e per puntare in alto anche quest anno il Si Fest porta in Romagna il fotografo americano Duane Michals, con una complessa esposizione di sequenze e foto-testi, e Andrea Modica che arriva in Italia con una mostra curata da un altro grande nome della fotografia, Larry Fink, con un allestimento di 24 immagini in bianco e nero stampate dall’artista con la tecnica ottocentesca del platino-palladio. Di Michals vi piaceranno le storie composte sui pannelli di Palazzo Matuzzi, veri esperimenti di storytelling, piccole storie costruite ad hoc con la macchina fotografica e la fantasia del fotografo americano. Di Andrea Modica, invece, apprezzerete l’essenzialità, la dolcezza tutta al femminile nelle cogliere istantanee di quotidianità.

Tra gli autori ‘best’ di questa edizione anche Danila Tkachenko e il suo interessante lavoro di ricerca attorno alle ‘Restricted Areas’ un viaggio che dalla Russia si spinge fino al Circolo Polare Artico alla ricerca di città fantasma, abbandonate dopo esperimenti tecnologici falliti. Rimanendo in Russia, con ‘Moscow Project‘ di Albert & Verzone possiamo renderci conto come, negli anni (a distanza di dieci in dieci) sia cambiata la popolazione di Mosca. Nei vestiti, nel sociale, nell’economia… questo progetto ci catapulta avanti e indietro nel tempo permettendoci di capire cosa sia mutato negli anni, anche semplicemente fissandoci su un accessorio presente in uno dei ritratti esposti. Parola d’ordine: guardare i particolari. E di particolari parliamo anche nelle fotografie di Olivo Barbieri presente a questo festival con una ricerca sui confini. Ancora, da ricercare la collettiva d’autori con opere della collezione Marco Antonetto; un omaggio a Ulisse Bezzi con una selezione di bellissimi ritratti d’epoca; le avanguardie fotografiche negli scatti di Paola Di Bello e Fabio Sandri; i fotogrammi di Luigi Erba; la ricerca sugli ‘home movies’ di Giuseppe De Mattia; il viaggio armeno di Julien Lombardi concludendo con l’esposizione dedicata a Marco Pesaresi e ai 15 anni del Premio in suo onore.

Fuori dal centro, poi, a pochi km da Savignano, ci aspetta un’ultima mostra a Villa Torlonia: un focus sulle ‘Torri dell’acqua in Emilia Romagna‘ nelle fotografie di Guido Guidi riprese poi, ai tempi d’oggi, da altri sei fotografi: Mario Beltramini, Emanuele Benini, Nicola Biondi, Sauro Errichiello, Mattia Sangiorgi, Antonello Zoffoli. Sempre qui anche i nuovi lavori di Ilaria Abbiento, sulla generazione dei trentenni, e di Michela Benaglia, con un focus sulle corrispondenze, tra fotografie e lettere.