Società

Fertility Day, un paio di consigli ai ministri per famiglie feconde

Mi inserisco, o meglio mi accodo, nella profluvie di commenti alla sciagurata iniziativa della ministra Lorenzin, denominata Fertility Day (e basterebbe questa scelta un po’ fessa del nome per qualificarla). Mi inserisco non per parlare dei contenuti e delle forme ma di un gruppo di dichiarazioni rilasciate a difesa della ministra da parte di alcuni suoi colleghi del governo, amici di partito o esponenti del centrodestra che sono rimasti suoi simpatizzanti, insomma Alfano e simili. Mi ha colpito il ragionamento proposto da queste dichiarazioni, che sintetizzando è questo: ci possono anche essere errori di forma, ma l’iniziativa del ministro ha un grande merito, quello di rompere il tabù del discorso sulla maternità/paternità, discorso oggi rimosso, vietato, censurato dalla cultura dominante laica, di sinistra e un po’ salottiera. Mi ha colpito perché riprende uno dei cavalli di battaglia della destra, già sentito in passato in varie occasioni e con varie sfumature.

C’è, in questa lettura del problema, qualcosa della storia della congiura demo-pluto-giudaiuco-massonica cara al fascismo, ci sento un’eco della storiella dell’egemonia culturale marxista nell’Italia degli anni cinquanta-sessanta, quella terribile dittatura culturale colpevole di valorizzare registucoli come Visconti e Antonioni e scrittorucoli come Pavese e Calvino. Ora, mi sembra ben strano che personaggi che, in un modo o nell’altro, governano il paese da una decina d’anni non siano stati capaci di trovare un modo un po’ più serio per incrinare i tabù culturali che la sinistra laica e salottiera ha imposto agli italiani.

E allora mi permetto di dare qualche consiglio ai ministri di Ncd per ovviare a questo inconveniente che tanto li turba. Si diano da fare per costruire un bel po’ di asili nido da offrire magari gratuitamente alle famiglie con figli in tenera età, introducano dei congedi parentali pagati non dico pari a quelli dei paradisi scandinavi ma almeno decenti, inseriscano nella legge di Stabilità delle forme di sostegno economico a chi ha messo o sta mettendo al mondo dei figli, magari copiando quello che la laica anzi laicista Repubblica francese fa da tempo, prevedano delle sanzioni durissime per quei datori di lavoro che ostacolano in vari modi subdoli la maternità delle loro dipendenti.

Facciano un po’ di queste cose e vedranno che la fertilità tornerà non solo al centro dei discorsi degli italiani vincendo i tabù sparsi dalla sinistra, ma magari addirittura delle loro azioni. Insomma si diano una mossa loro invece di chiederlo agli altri!