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Terremoto Centro Italia, Cdm stanzia i primi 50 milioni e Renzi lancia Casa Italia: “Un piano condiviso, nessuna new town”

Il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato d'emergenza, varando le prime misure di supporto ai territori colpiti, tra cui, a breve, il blocco delle tasse. Al termine della riunione il premier ha parlato in una conferenza stampa: "E' un momento che fai fatica ad accettare, prima di essere politici siamo essere umani". Poi ha lanciato il piano "Casa Italia": un progetto serio che sia capace di affermare la cultura della prevenzione"

Il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato d’emergenza, deliberando un primo stanziamento di 50 milioni di euro, che saranno coordinati dalla Protezione Civile, per il terremoto in LazioMarche e Umbria. Nel frattempo il ministro Padoan “si accinge a firmare il blocco delle tasse” per i cittadini dei territori colpiti. Lo ha annunciato il premier Matteo Renzi in una conferenza stampa al termine della riunione del Cdm. “Non basta essere all’avanguardia dell’emergenza, possiamo avere una visione per la ‘casa Italia‘ che sia capace di affermare la cultura della prevenzione, dobbiamo riuscire ad essere seri con noi stessi sulle bonifiche sul dissesto idrogeologico, sulle questioni infrastrutturali e su altri temi, dall’efficienza energetica alla diffusione della banda larga”. Con queste parole Renzi ha lanciato il piano “Casa Italia“, un “progetto serio” che prevede la ricostruzione di paesi e borghi senza nessuna new town, il modello molto discusso dell’Aquila, ma con interventi “il più veloce possibile” e decisi insieme ai sindaci.

di Manolo Lanaro

La priorità, spiega il premier, è però assicurare agli sfollati un posto dove dormire e permettere loro “il prima possibile di abbandonare le tende, gestire nel rispetto del territorio la possibilità per queste persone di restare vicino alle proprie radici, che è una priorità, anzi è un loro diritto”. Quello che è accaduto con il sisma dell’Italia centrale “è sempre un momento che fai fatica ad accettare, prima di essere politici siamo essere umani“, per questo “la condivisione del dolore e dell’emozione è la priorità” ha detto il Presidente del Consiglio, che si è recato sui luoghi colpiti dalle devastazioni nel pomeriggio di mercoledì. “Il terremoto ha avuto un conto umano impressionante. La prima parola che viene in mente è di emozione profonda, di dolore per ciò che è accaduto” ma, ha aggiunto “dobbiamo pensare alla ricostruzione, abbiamo un impegno morale con le donne e uomini di quelle comunità. La ricostruzione di quei borghi è priorità del governo e del Paese”.

Più volte durante la conferenza Renzi ha ribadito che non è il momento di fare promesse, evocando senza mai citarlo il suo predecessore Silvio Berlusconi. “Credo che l’Italia debba avere non solo una visione emergenziale, lo hanno detto tutti dopo certi eventi. Ora è il momento in cui tutti insieme, senza divisioni politiche, possiamo provare a fare un salto di qualità con un progetto che non sia limitato alle emergenze“. Renzi ha toccato anche il tema degli sprechi di denaro pubblico per le ricostruzioni, evocato dalla stampa in questi giorni: “Sul tema dei fondi e della prevenzione bisogna fare una scommessa culturale, i soldi poi vanno spesi bene nel rispetto dei cittadini italiani, quanti soldi sono stati buttati via in passato e in questo senso il modello Anac può essere applicato anche nella ricostruzione”. “I soldi ci sono, vanno spesi bene, vanno spesi velocemente, senza episodi non soltanto di corruzione ma direi solo di sciacallaggio” ha concluso il premier.

Palazzo Chigi ha in seguito reso noto l’elenco dei Comuni nei quali il terremoto ha provocato danni strutturali di gravità tale da impedire l’assolvimento degli obblighi fiscali da parte dei cittadini. Si tratta di Arquata del Tronto (AP), Acquasanta Terme (AP), Montegallo (AP), Montefortino (FM), Montemonaco (AP) nelle Marche; Montereale (AQ), Capitignano (AQ), Campotosto (AQ), Valle Castellana (TE), Rocca Santa Maria (TE) in Abruzzo; Accumoli (RI), Amatrice (RI) Umbria Preci (PG), Norcia (PG), Cascia (PG), Monteleone di Spoleto (PG) nel Lazio.

Il Consiglio dei Ministri, contestualmente alle misure adottate per le conseguenze del sisma, ha approvato anche il decreto Madia sulla pubblica amministrazione. La riforma principale è quella che riguarda i dirigenti pubblici. Su queste misure Renzi ha detto di voler favorire “un nuovo modello di dirigenza pubblica, che insiste sul premio di risultato anziché sulla posizione”. Il premier ha sottolineato come nel decreto si investa in “formazione“, perché non servono “solo ottime professionalità ma un sistema con uno scheletro forte di presenze”. Tra gli altri provvedimenti approvati il riordino delle funzioni e del finanziamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, la disciplina del Comitato italiano paralimpico e la semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca.