Cronaca

Polveri sottili, l’Aereoporto di Capodichino che fa male solo ai quadri di Caravaggio

In questi giorni abbiamo assistito al veemente quanto inutile tentativo del neo Direttore del Museo di Capodimonte, il francese Sylvain Bellenger, di tutelare al meglio la conservazione delle opere d’arte e la vivibilità della meravigliosa pinacoteca nel real Parco di Capodimonte dal sorvolo “a bassa quota”  di aerei sempre più grandi a Capodichino, in pieno centro storico di Napoli. Un maxi aereo ogni tre minuti al massimo decolla o atterra a poche centinaia di metri sulle teste dei cittadini napoletani e sulle tele di Caravaggio, in pieno centro storico.

Napoli è ormai l’unica città metropolitana di Italia che, in deroga alle più elementari leggi di programmazione urbanistica, continua ad avere un grande aeroporto internazionale di Europa, che supera i sei milioni di passeggeri l’anno, in pieno centro cittadino, in linea di decollo e atterraggio non solo con una delle più preziose pinacoteche del mondo, quella appunto di Capodimonte ma anche con il corso centrale di comuni dell’hinterland come Casalnuovo, certificato da tempo da Iss come epicentro di cancro infantile, specie al cervello.

Questo disastro urbanistico si aggiunge alla cosiddetta “apertura” del porto navale alla città metropolitana che ha visto crescere in pochi anni, e sempre nel centro cittadino, il numero di maxi navi da crociera in transito con un incremento di crocieristi giunti sino ed oltre 1.200.000 l’anno. Sia i responsabili privati del porto di Napoli che i loro “non controllori” pubblici, hanno però dimenticato di elettrificare adeguatamente le banchine di attracco, per cui tutte le maxi navi sono costrette a mantenere i maxi motori a gasolio accesi per tutta la durata della loro sosta nel porto.

Ne consegue, quindi, ed è così da oltre un decennio, che le maxi navi in banchina con motori accesi ed i maxi aerei che atterrano e decollano ogni tre minuti in pieno centro storico di Napoli rappresentino la principale fonte (oltre il 40%) delle mortali e cancerogene polveri sottili (pm 10, pm 2.5, NO2) che uccidono ogni anno circa tremila cittadini napoletani. Non meno di 1.200 cittadini napoletani l’anno, cioè non meno di tre cittadini napoletani al giorno, sono vittime del mancato controllo del corretto sviluppo urbanistico del porto senza banchine elettrificate, e dalla mancata programmazione e sviluppo, come dovuto, del secondo aeroporto internazionale nella regione più turistica di Italia. Ogni aereo in fase di decollo o atterraggio corrisponde a circa mille auto non catalitiche in fase di accelerazione spinta in salita.

Ricapitolando, al centro di Napoli, in direzione Casoria-Casalnuovo, a pochi metri dalle teste dei cittadini e non solo dei quadri di Caravaggio, ben tremila auto-equivalenti in accelerazione spinta ogni minuto emettono micidiali e cancerogene polveri sottili dagli aerei. Circa dieci maxi navi al giorno in attracco senza banchine elettrificate, fanno circa 25mila auto non catalitiche ciascuna al giorno. Ogni giorno, in pieno centro a Napoli, emettono polveri sottili cancerogene e micidiali quindi non meno di 300mila auto non catalitiche-equivalenti da porto e aereoporto che si aggiungono alle circa 600mila reali di cui non meno di 200mila euro zero.

Come obbligata conseguenza, Napoli è la seconda provincia metropolitana di Italia per numero di morti evitabili per cancro al polmone, ictus ed infarti, seconda solo a Milano come certificato da Osservasalute e dallo studio VIIAS da poco pubblicato, da epidemiologi non campani,  che attesta che almeno sino al 2020 la provincia di Napoli è e resterà la seconda area di Italia , subito dopo Milano , per danno grave alla salute pubblica da inquinamento dell’aria.

Tutto questo è stato confermato anche dallo studio CNR- A2a finalizzato a dimostrare (ovviamente in modo surrettizio) che il maxi inceneritore di Acerra non inquina. In scienza e coscienza concordo, come i dati CNR dimostrano sui parametri obsoleti considerati, (pm 10 e NO2) che il maxi inceneritore di Acerra inquina eccome, ma decisamente meno di quanto oggi fanno porto e aereo porto di Napoli messi insieme. Uno sviluppo al di fuori di qualunque controllo e razionale urbanistico.

Ciò si aggiunge alla tragica e specifica situazione dei roghi tossici da rifiuti industriali prodotti in regime di evasione fiscale (Terra dei fuochi) e ovviamente, ai riscaldamenti, alle altre industrie ecc, ecc, ecc. Solo pochi “eroi inascoltati” come i medici dell’ambiente di Napoli  si sono fatti martiri di una testimonianza inutile da decenni. Dopo la difesa delle pummarole coltivate da sempre scientificamente “pulite” sopra le discariche di rifiuti tossici, adesso noi cittadini napoletani apprendiamo che gli aerei “fanno male” solo ai quadri di Caravaggio.