Società

Il disabile che è in me

Ho imparato ad allacciarmi le scarpe in tarda età, il nodo alla cravatta ancora non riesco a farlo, non so stirare, non so aprire le confezioni dei biscotti, non so rifarmi il letto in modo decente, non so fare le divisioni con la virgola, non so leggere un articolo di economia senza sbadigliare, con me le donne non si sono mai lamentate, di piacere intendo, non ho ancora capito l’esatta ubicazione di questo famoso clitoride, a volte mi sembra di averlo preso e subito dopo mi sfugge, più scivoloso di un pesciolino, forse ho incontrato sempre donne dal clitoride sfuggente, imprendibile come Dillinger! Per fare sesso bisogna essere decisi, prendere una posizione, io sono sempre indeciso, tendo a intellettualizzare e a problematizzare anche una pecorina. Non ho l’istinto animale, ma l’istante: su e giù, su e giù e su e già. L’eiaculazione precoce mi sembra il migliore modo per rispettare la mia natura di pigro. E ho una marcata tendenza al cuckoldismo (la tendenza a desiderare e assecondare l’adulterio del proprio partner, ndr) proprio per lo stesso motivo: risparmiare energia. Sono quindi un disabile sessuale. Tra l’altro non mi spoglio quasi mai, detesto la nudità.

Riesco a fare la doccia senza la cravatta, ma questo non mi fa sentire abile. E la cosa che trovo più seccante nella morte è il pensiero che qualcuno possa vedermi nudo, anche se sarò un cadavere. Non so accendere il fuoco sfregando due pietre, un uomo primitivo è sicuramente più adatto di me alla vita. Tendo a stare sdraiato, la posizione eretta per me è un optional, e questo significa che anche l’evoluzione dell’uomo per me è un optional. Non so dire bugie, anche perché trovo che la verità sia più divertente delle bugie. Non ho mai saputo trovare un lavoro, nei pochi colloqui che ho fatto alla domanda : “Signor Farina, lei ha voglia di lavorare? “, ho sempre risposto in tutta coscienza: “No”. Sono onesto, in sostanza, e questo mi fa sentire disabile, soprattutto in una società che fa dell’ipocrisia la propria via maestra. I disabili sono abili in certe cose e disabili in altre. Gli abili sono disabili in certe cose e abili in altre. Gli abili possono essere stronzi o simpatici, proprio come i disabili. Sono affezionato alle mie disabilità.

La vita per me è un incidente, quindi ogni essere umano è figlio di un incidente. I morti per esempio sono molto abili a trattenere il respiro e non si scompongono mai, al limite si decompongono. Vivere è gravissimo. Ogni tanto vado dal medico, gli dico che sono gravemente vivo e lui fa spallucce. So solo una cosa: ogni essere umano è unico. Ed è l’unica verità che riconosco, l’unica verità che amo con tutte le mie disabilità.