Cronaca

Torino, regalare l’abbonamento ai mezzi pubblici agli over 75? Io protesto

Torna periodicamente la tentazione di regalare a fasce di utenti, o a giornate, il trasporto pubblico locale. L’inverno scorso, grazie a un sedicente provvedimento antismog, era stata indetta la giornata coi trasporti gratis o con un solo biglietto tutto il giorno, costata fior di milioni pur di non rompere le scatole agli automobilisti coi divieti. Con risultati praticamente nulli in termini di riduzione del traffico automobilistico. Com’è noto infatti, il costo del biglietto o degli abbonamenti è l’ultimo dei motivi per cui si usa l’auto invece del trasporto pubblico. I motivi principali per cui si usa l’auto sono la comodità, i tempi, la privacy, anche se spesso si tratta solo di sensazioni fallaci. Poi, certo, può capitare che si trasporti la famiglia numerosa in auto perché costa meno di quattro biglietti della metro, ma è più raro.

Dicevo che quelle giornate sono costate fior di milioni perché concedere il trasporto gratis non è gratis, è un mancato introito e qualcuno lo deve pagare e alla fine siamo sempre noi a farlo: è denaro pubblico, sottratto ad altri usi. La tentazione di abbonamenti o biglietti gratis è poi tornata in un passaggio della campagna elettorale di Milano e adesso a Torino. Improvvisamente e incomprensibilmente è scaturita da un vertice tra Regione e Comune – convocato per discutere lo stato del trasporto pubblico locale (preoccupante, con necessità o minacce di tagli) – l’idea di regalare l’abbonamento gratis a tutti gli anziani over 75. Ovviamente anche questa misura dovrebbe essere coperta da denaro pubblico, dicono 3 milioni l’anno in più – ma io credo anche di più – da passare all’azienda dei trasporti (da notare che gli over 65 a basso reddito hanno già un abbonamento superagevolato e gli over 65 a reddito sotto i 50mila hanno abbonamento agevolato).

A chi e a cosa verranno sottratte queste risorse per destinarle a un regalo “sociale” che non era stato né promesso né rivendicato né ragionato, ma che ovviamente raccoglie subito grandi applausi? Protesto. Ma come si  fa a schierarsi contro un’idea così simpatica e caritatevole come quella di regalare l’autobus agli over 75? E se lo si volesse invece regalare ai sedicenni? Forse qualcuno protesterebbe, ma solo perché ci sono tanti figli di immigrati stranieri? E perché non regalarlo a chi è sotto la soglia di povertà, ma indipendentemente dall’età? E perché non cominciamo dalle donne sole dopo le 19 di sera? E così via, perché no? Mi sono beccato quasi insulti, e comunque forti incomprensioni, essendomi schierato su Facebook contro qualsiasi sconto, perché prioritariamente le risorse, che stanno diminuendo, vanno destinate invece a difendere il servizio, quantità e qualità dei mezzi. Il sostegno al reddito è un’altra cosa, un altro capitolo, un altro ragionamento e andrebbe fatto con le sue priorità.

C’è poi un’ultima ma strategica ragione per cui sarei contrario alla gratuità di qualunque spostamento motorizzato. Anche se ci fossero, e attualmente non ci sono, le risorse economiche per avere un trasporto pubblico efficiente e forte e inoltre per renderlo anche gratuito, non lo si dovrebbe fare. La mobilità motorizzata consuma risorse ambientali comunque scarse, anche se andasse, e non è così, con le energie rinnovabili. E’ giusto che  più la si usa e più la si paghi, meno la si usa e meno la si paghi. Per ragioni sociali questo più e questo meno, questo pagamento, lo si può anche ridurre a pochi centesimi (schema: abbonamento di base e un pagamento minimo ogni corsa o almeno oltre una soglia di corse). Ma non mi sembra giusto dare accesso gratuito illimitato a mezzi a motore, come infatti giustamente non si dà gratis luce, gas etc. La mobilità da incoraggiare, quella che è un diritto gratuito, è quella pedonale o ciclistica. Il trasporto pubblico nelle sue varie modalità va sostenuto da un giusto equilibrio tra fiscalità generale, biglietti, abbonamenti.

Gli anziani, i giovani, i disoccupati, i profughi, gli immigrati, i poveri, i cittadini tutti vanno aiutati a vivere e a pagare le cose, secondo valutazioni articolate e possibilmente ragionate.