Scienza

Kepler scopre quattro pianeti rocciosi come la Terra vicini al sistema solare

Ora un team di astronomi di tutto il mondo sono pronti a osservarli per ricostruire la composizione della loro atmosfera a caccia di segnali capaci di rivelare la presenza di eventuali forme di vita

La scoperta di nuovi pianeti più o meno vicini a noi e più o meno simili alla nostra Terra potrebbe non destare più lo stupore di un paio di anni fa. Ma la ricerca telescopio spaziale Kepler della Nasa non si ferma. L’ultimo colpo riguarda quattro pianeti rocciosi poco più grandi del pianeta Azzurro che sono anche i nuovi ‘vicini di casa’ del Sistema Solare. Questi quattro sono gli osservati speciali di un gruppo di altri 100 pianeti, tutti relativamente vicini, o almeno alla portata dei più grandi telescopi basati a Terra.

E ora team di astronomi di tutto il mondo sono pronti a osservarli per ricostruire la composizione della loro atmosfera a caccia di segnali capaci di rivelare la presenza di eventuali forme di vita. I 104 pianeti esterni al Sistema Solare appena scoperti dal telescopio Kepler si aggiungono agli oltre 1.284 scoperti in un colpo solo nel maggio scorso. Descritti nell’edizione online dell’Astrophysical Journal, orbitano tutti intorno a stelle vicine alla nostra e i ricercatori che ne hanno individuato le tracce fra i dati di Kepler sono coordinati da Ian Crossfield, dell’Università dell’Arizona a Tucson.

La scoperta è avvenuta nell’ambito della missione speciale del telescopio Kepler, chiamata K2. Quest’ultima rappresenta la nuova vita del telescopio spaziale Kepler, dato per spacciato nell’estate 2013 ma rimesso a nuovo nel 2014. Grazie ad essa la caccia ai mondi alieni è più raffinata. Sfrutta infatti le lenti gravitazionali previste dalla teoria della relatività di Albert Einstein, ossia fenomeni che permettono di vedere oggetti molto lontani grazie alla distorsione che, per effetto della loro gravità, subisce la luce di una stella o di una galassia nel momento in cui li attraversa. L’effetto è quello di una lente d’ingrandimento. Nel caso dei pianeti vengono prodotte delle microlenti e sono queste che hanno permesso alla missione K2 di scoprire i nuovi vicini di casa del Sistema Solare.

“La missione K2 è specializzata nell’andare a cercare le stelle più vicine e brillanti, che ospitano diversi tipi di pianeti”, ha osservato Crossfield. I pianeti individuati inizialmente erano stati 197, ma l’analisi dei dati ha permesso di confermare la scoperta per 104 di essi e ha indicati inoltre che quattro di essi sono rocciosi. Sono inoltre dal 20% al 50% più grandi della Terra e orbitano intorno alla stella K2-72, distante 181 anni luce, più piccola e meno brillante del nostro Sole. Ha però una luce sufficiente a garantire a due dei suoi quattro pianeti un irraggiamento molto simile a quello della Terra. Questo accade perché i pianeti sono tutti molto vicini, più di quanto Mercurio lo sia al Sole, tanto da compiere un’orbita in un periodo compreso tra poco più di cinque giorni e 24 giorni.