Cronaca

Puglia, oggi sia il giorno del dolore e dello sforzo

Oggi si parlerà (o si tornerà a parlare) del motivo per cui in Puglia tanta parte della circolazione dei treni regionali sia, ancora oggi, su binario unico.

Oggi diremo perché di queste tratte molte siano prive di ridondanza dei sistemi di sicurezza, come hanno detto ampiamente oggi diversi esperti del Cnr.

Oggi le autorità competenti ricostruiranno il terribile mosaico della tragedia consumatasi su quel binario, tra Andria e Corato il 12 luglio. Quel che ora risuona nell’anima è l’invito al silenzio di uno dei coordinatori dei soccorsi: “State tutti zitti ora!

Era un’esortazione utile a poter sentire le voci dei passeggeri rimasti incastrati tra le maledette lamiere dei due treni della Ferrotramviaria spa. Forse, utile a percepire lo sforzo sovraumano dei soccorritori che hanno lavorato per ore a quaranta gradi in un incessante frinire di cicale che suona come una beffa di fronte alle tante vite (molte di esse giovani) spezzateUna promessa tradita, nel cuore dell’estate pugliese. Penso al lavorio incessante delle emittenti locali che hanno seguito da vicino gli eventi permettendo a tanti parenti e amici di avere un filo diretto. Penso al volto buono della Puglia, emerso anche in questa circostanza: i soccorritori, il tam tam che si è attivato sui social network per attivare le donazioni del sangue e ha portato decine e decine di persone in pochi minuti ad affollare i centri trasfusionali. Ecco, oggi sia il giorno del dolore e dello sforzo, da parte dell’umanità migliore, di renderlo il meno lacerante possibile. Quello di chi mette in campo tutto quel che ha a disposizione: dell’acqua, una telefonata, le braccia, il sangue.

Le parole di commento più commosse e sincere che ho letto, sono quelle della scrittrice Gabriella Genisi:

C’era un mio amico su quel treno. Un uomo meraviglioso, appassionato, colto, un professionista serio. Era un uomo del Sud, di quel Sud dove finiscono le vecchie carrozze dismesse dalle tratte da Roma in su. Di quel Sud dove i treni partono quando un capostazione telefona o manda un dispaccio al collega. O dove si viaggia sul binario unico da 50 anni. O dove finiscono solo 60 di quei 4560 milioni di euro stanziati per le ferrovie. E fa specie pensare che il premier di quello stesso Sud viaggi su un nuovissimo Airbus 340-500”.

Per riflettere. Da subito.