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Viareggio, annullate le elezioni: “Sparite 600 schede”. Comune senza pace: arriverà il terzo commissario in 4 anni

Il Tar accoglie il ricorso del candidato del centrodestra, che era stato escluso dal ballottaggio per 27 voti. A vincere era stata una lista civica di centrosinistra guidata dall'ex sindaco-modello di Capannori, Giorgio Del Ghingaro. L'amministrazione della città versiliese era stata già guidata da prefetti nel 2012 e nel 2014

Viareggio senza pace. Due commissariamenti in 4 anni, un bilancio sull’orlo del crac. Ora che aveva trovato il sindaco-modello, Giorgio Del Ghingaro, “star” negli anni scorsi dell’amministrazione virtuosa di Capannori, il Tar annulla le elezioni del 2015. Nella città versiliese, secondo i giudici amministrativi della Toscana, si deve tornare a votare. I magistrati hanno accolto il ricorso del candidato sindaco del centrodestra Massimiliano Baldini che aveva denunciato la scomparsa di 600 schede elettorali. Nella sentenza in cui il Tar ritiene il ricorso “fondato e pertanto da essere accolto”, si evidenzia, tra l’altro, come ci sia la “definitiva mancanza di 675 schede autenticate e non utilizzate”, particolarità che – si legge – “è stata poi definitivamente confermata”. Viareggio un anno fa era tornata al voto dopo essere stata retta da un commissario prefettizio in seguito alle dimissioni da sindaco, nell’ottobre 2014, di Leonardo Betti (Pd). Quest’ultimo era stato eletto nel 2013 dopo che la città era stata retta da un altro commissario per le dimissioni anticipate, nell’estate 2012, dell’allora sindaco di centrodestra Luca Lunardini.

Il sindaco Del Ghingaro – eletto con una serie di liste di area di centrosinistra – al primo turno era risultato il candidato più votato con 8.424 preferenze, vantando un ampio margine sul secondo, Luca Poletti – sostenuto da Pd, Sinistra e liste civiche – che aveva raccolto 5486 voti e sul terzo, lo stesso Baldini, che si era fermato a 5.455. Al ballottaggio poi Del Ghingaro aveva vinto con il 60 per cento dei voti, raccogliendo oltre 9mila voti, 3mila in più del rivale Poletti. Quindi a essere stato inficiato, semmai, è il risultato del primo turno, se quelle 600 schede elettorali avessero potuto rovesciare l’esito per il ballottaggio. Baldini era stato escluso dal duello finale per 27 voti. “Questa – afferma Baldini – è la vittoria della legalità del diritto costituzionale al voto della democrazia e della sovranità popolare”.

Esulta il centrodestra, fino al livello nazionale. Commenta per esempio il segretario della Lega Nord Matteo Salvini: “A Viareggio svelati i trucchi e bugie della sinistra. Si torna a votare: la Lega corre per vincere!”. “Il colpo di mano a Viareggio è fallito – aggiunge il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale Giovanni Donzelli – si rivoterà e la destra tornerà a governare. Fin dall’inizio avevamo denunciato la vergogna delle schede elettorali sparite, siamo felici che il Tar abbia ristabilito il criterio della democrazia”. Per la deputata di Forza Italia, Deborah Bergamini, viareggina, il Tar “pone fine a una situazione di anomalia e ripristina la legalità democratica dopo le irregolarità, ormai acclarate, nel conteggio dei voti dello scorso anno. Ora la parola torna ai cittadini. Il centrodestra unito è pronto a tornare al governo della città versiliese, sulla scia dei successi che la coalizione ha ottenuto alle amministrative in Toscana nel 2015 e quest’anno”. A Andrea Marcucci, senatore del Pd, lucchese di Barga, “dispiace solo che Viareggio debba subire un’altra volta l’onta del commissariamento. Ora il centrosinistra si prenda il tempo che serve per una valutazione oggettiva sulla situazione politica che si è venuta a creare”.