Politica

Gianroberto Casaleggio, l’uomo che sapeva rovesciare le piramidi

Il popolo si muove imprevedibile, e Gianroberto Casaleggio, che il popolo sapeva leggere, è riuscito nel compito ciclopico di “rovesciare le piramidi”. Se oggi, in questo Paese la democrazia tiene ancora, lo si deve a lui ed ha ragione Grillo, con quel suo “Chapeu” che è forse il miglior modo per salutarlo. Tanti ci avevano provato, nella fine degli anni ’60, poi in quelli ’70, nessuno era riuscito a rovesciare le piramidi. Mettere in primo piano la base e sotto il vertice. E’ l’operazione sociologica più temeraria che si sia mai concretizzata. Infatti tutti coloro che oggi nei media si preoccupano del futuro dei vertici, dimostrano di non aver capito che Casaleggio aveva reso il vertice sottostante ed ininfluente rispetto alla base, come in una piramide rovesciata, appunto.

Se qualcuno vuole approfondire può leggere un classico degli anni ’80 scritto da Brian Martin “La piramide rovesciata”. Se oggi dentro le istituzioni abbiamo il più alto presidio di democrazia, rappresentato da cittadini inseriti per una sorta di “sorteggio civico”, lo dobbiamo a Casaleggio che ha compiuto una operazione socio-politica senza precedenti. Pensate come sarebbe l’Italia oggi con tutta questa rabbia ed indignazione extraparlamentare! Il popolo ha cominciato a sognare il reddito di cittadinanza, l’onestà al potere, la fine dei partiti e la legalità coniugata con la felicità. Il meccanismo è scattato e si è consolidato da tempo, ed è sbarcato nei territori creando pipe line di interazioni imprevedibili, che sfuggono ai sondaggi e provocano risultati sorprendenti.

Quando scrissi questo pezzo “Grillo e le storie tese” nel febbraio 2013, tutti mi dicevano che erano “Fantasy”. Lo stesso ci dissero prima del referendum sull’acqua, che ebbe dai media un silenziatore simile a questo sulle trivelle che avrà, statene certi, lo stesso successo di popolo. Casaleggio non era un frequentatore di google trends, di sondaggi, era un “esploratore di falda”, uno che non resta in superfice, ma si immerge nelle profondità antropologiche sconosciute agli intellettuali odierni. Così come Grillo riusciva a parlare degli investimenti su armi dei nostri manager e delle nostre industrie o sui cannibalismi finanziari delle banche, guardando dentro le assemblee di azionisti.

Dentro, in profondità, i fenomeni di devastazione civica hanno minato le fondamenta della nostra comunità e in queste grotte che essi scrutavano. In quel che non appare, ma decide a nostra insaputa. Nei meandri di Sant’Eustachio, piuttosto che nell’aula di Palazzo Madama. Casaleggio ha creato un antivirus col suo movimento, un sistema di protezione non permeabile dalla politica moderna. Avevano previsto anche gli effetti collaterali e dichiarati all’inizio…”ne perderemo una ventina”. Ed allora hanno cominciato ad imitarli, ma con scarsi risultati. Il Pd renziano è vittima di questa sindrome ed è riuscito solo a distruggere il suo partito in questo modo, perché si è dimenticato la cosa essenziale: “rovesciare la Piramide”. Casaleggio sapeva leggere il popolo e proprio per questo, non si aspettava onori e riconoscimenti. Sapeva come Almirante che “la gratitudine è il sentimento del giorno dopo”, ed infatti oggi arriva puntuale. Chapeu…Giù il capello…se ne andato, l’uomo che sapeva sussurrare al popolo.