Cinema

I film in uscita al cinema visti da Bertarelli: “Hardcore!? Sconsigliato a chi soffre di mal d’auto e di vertigini” (VIDEO)

Nuova cinquina di film recensiti dal critico cinematografico Massimo Bertarelli nel suo appuntamento settimanale Critical Max.

Si parte con Hardcore! del giovane film maker russo Ilya Naishuller, lavoro interamente girato con una panoramica soggettiva. “Sono perplesso di fronte a questo film – commenta Bertarelli – è un lungometraggio folle e affascinante al tempo stesso. E’ come se lo spettatore lo guardasse con la macchina da presa piantata in mezzo ai suoi occhi, mentre corre all’impazzata. E’ anche difficile raccontare la trama, io non mi vergogno ad ammettere che ci ho capito poco. Direi che è fortemente da evitare per chi soffre di mal d’auto, di mal di mare o più semplicemente di vertigini. E’ una corsa sfrenata nel vuoto, non solo in quello della sceneggiatura, ma proprio nel vuoto nel vero senso della parola. Insomma, informatevi sul film prima di andare al cinema“.

E’ poi il turno di Criminal di Ariel Vromen, con Kevin Costner, Gary Oldman, Tommy Lee Jones: “Cast stellare per un film che, credo, avrà un grande successo, nonostante l’assurdità della trama, che è di una inverosimiglianza unica. Siamo quasi ai confini della fantascienza. Il film però ha un ritmo incredibile e si segue con grande piacere. Kevin Costner se la cava”.

Il critico si sofferma su Nemiche per la pelle di Luca Lucini con Margherita Buy e Claudia Gerini: “E’ una simpatica commedia con un filino di dramma. Brave le attrici, simpatica e attualissima la storia con un graziosissimo seguito che non si può rivelare

Ultimo film della tranche di questa settimana è The Idol di Hany Abu-Assad, film biografico sul popolare cantante palestinese Mohammed Assaf: “E’ una bella sorpresa: si tratta di un film con targa inglese, ambientato nella disastratissima Gaza dei giorni nostri e incentrato su un ragazzino con una bella voce, che coltiva il sogno di partecipare al più grande talent show del Medio Oriente, a Il Cairo, cioè un traguardo assolutamente proibito per un palestinese. Il lungometraggio è a metà tra commedia e dramma, riuscendo a commuovere e allo stesso tempo ad avvincere. Gli attori sono, tutto sommato, abbastanza in gamba”

Regia di Samuele Orini, testo di Gisella Ruccia, collaborazione di Simona Marfè