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Brasile: cancro, droga e sfruttamento. Ecco come hanno distrutto un Paese

pernambuco9

La nostra tanto vituperata (anche da me stesso) civiltà capitalista e borghese ci ha dato moltissimo. Moltissimi europei hanno avuto un’educazione solidissima sia a scuola che in famiglia. Mentre nella maggior parte del pianeta vive gente in una stramerda tale da non riuscire più a tirarsi fuori nemmeno con programmi speciali, poiché ormai sono privi dell’educazione basilare sia scolastica che familiare. Non sanno fare letteralmente 2+2. Non hanno la minima idea di cosa significhi avere una famiglia con la quale ti trovi a cena la sera. Mentre da una parte ci stiamo interrogando sullo sfacelo del mondo occidentale, dall’altra occorre considerare che lo sradicamento totale, talvolta proprio causato dall’avvento della tecnologia, è un disastro.

Lo “sviluppo” in Brasile ha distrutto il territorio per piantare canna da zucchero che serve a generare biomasse per la produzione di energia. Le piantagioni sfruttano il terreno all’inverosimile, le compagnie sfruttano i lavoratori con paghe da fame, la lavorazione della canna inquina i mari.

Alla canna da zucchero si affiancano centrali idroelettriche le quali, oltre ad avere devastato il territorio, anche con eventi disastrosi come quello recente nel Minas Gerais, hanno tolto l’acqua a intere popolazioni, indigene e non. Mentre il governo, quando non è impegnato a rubare i soldi della Petrobras o dei contribuenti, si preoccupa di far fare sempre più soldi ai ricchi, anche dando credito al consumo alla classe media di ignoranti mal pagati, che non hanno accesso a una vita davvero di qualità, ma non hanno nemmeno più le tradizioni e il legame col territorio di un tempo, devono solo consumare e basta.

Completano il quadretto i culti evangelici, i veri demoni di questo sistema allo sbando. Ormai hanno invaso il Brasile in maniera capillare: non c’è favela, comunità, quartiere, paesino, che non abbia la sua brava congrega con canti, danze e sermoni per onorare il Signore. Chiedono soldi agli adepti senza tanti complimenti, in cambio salvano folle adoranti dalla droga, dalla disoccupazione, dalle malattie, grazie ai miracoli. Sostituiscono vecchie schiavitù con quella imposta da loro: non si può più sambare, danzare, fare il carnevale, scopare, bere, divertirsi, meditare, godere. Solo adorare il Signore e….pagare la congrega. Il Signore vuole così.

L’apoteosi di questo fenomeno è lo Show da Fé di Romildo Ribeiro Soares, fra i predicatori televisivi il maestro incontrastato: lui si fa chiamare “Misionario”. Soares non è certo un improvvisato sprovveduto, figlio di un muratore battista, già da piccolo mostrò accese inclinazioni religiose. Conosce a menadito ogni versetto della Bibbia e imbonisce platee affollatissime con tournée in tutto il paese, oltre che con quotidiane apparizioni televisive, con le sue brave canzoncine marketing-religiose. È addirittura un grande, una specie di Berlusconi della fede. Ha soldi a non finire, con un impero mediatico impressionante sbarcato persino a Miami, dove è record di audience. E la gente ci crede, paga e rinuncia a tutto pur di salvarsi il culo dalla crisi massacrante che sta rovinando il paese o per salvare il figlio dall’alcol o la droga, altre due piaghe inarrestabili.

E veniamo alla salute. Cancro e ciccia in Brasile. Nel paese, a differenza di dieci o venti anni fa, ciò che salta all’occhio del visitatore non è più la gnocca, bensì la ciccia. I tanto sbandierati 20 milioni di nuovi “classe media” non sono altro che poveracci nuovi schiavi ai quali hanno insegnato a mangiare patatine e altre schifezze, innaffiate da birra di bassa qualità e bibite gassate a fiumi. Il risultato sono i panzoni che tutti potranno ammirare se verranno per le Olimpiadi a Rio. Ma non basta. I poveri milioni di ciccioni hanno ormai il colesterolo e la pressione alta e una quantità di altre patologie verso le quali sono stati inoltre istruiti ad avere paura. Sono così diventati, oltre che schiavi di alimenti-veleno, anche schiavi degli esami e dei medicinali, smerciati come noccioline nelle farmacie supermercato.

Gli “esperti” dichiarano che il cancro sarà la principale causa di morte dei brasiliani dal prossimo anno in avanti. (Quando le cose sono fatte bene i risultati arrivano). E dicono che hanno bisogno di più “tecnici” per intervenire chirurgicamente sugli schiavi-macchine ormai in totale balia del sistema.

Con una gigantesca unica operazione si devastano milioni di persone, messe a lavorare per guadagnare il sufficiente per curarsi con i veleni prodotti dallo stesso sistema che produce gli alimenti-veleno, venduti agli stessi poveracci a caro prezzo. Poi terrorizzati e convinti di avere bisogno del sistema per salvarsi. Magistrale.

Anche se di sicuro non è che in Italia o altri paesi sia molto meglio.

Istruire a una alimentazione migliore, meditazione e cultura, respirare in luoghi non devastati dalla polluzione, sognare solo per sognare, anziché bere birra alle 8 del mattino è troppo alternativo. Anzi no, renderebbe molto meno ai luridi e renderebbe meno schiavi i poveracci.

E soprattutto, silenzio assoluto sul fatto che le sopravvissute comunità di indios il cancro non sanno nemmeno cosa sia.

Quello che c’è di meraviglioso nel paese, il suo popolo e la natura, sono seriamente a rischio. Il futuro che tanto aspettavamo è arrivato. E supera davvero le più rosee aspettative.