Governo

Denis Verdini, il viceministro Zanetti: “Meglio lui che Alfano, la sinistra Pd vuole solo ricattare”

Il leader di Scelta civica Enrico Zanetti all'offensiva: "Nessun passaggio in Aula per il governo Renzi perché nella maggioranza non cambiano gli equilibri". Forte critica al ministro dell'interno che per le Comunali sceglie la politica dei due forni. Difesa a spada tratta dell'ex braccio destro di Berlusconi: "La sua posizione è simile alla nostra"

Attacca Angelino Alfano: “Il suo partito è un aggregato di persone che pensano alla poltrona”. Apre all’ingresso di Denis Verdini in maggioranza: “A differenza di Ncd ha una prospettiva politica”. E lancia una stoccata anche contro la sinistra del Pd: “Vogliono avere solo potere di ricatto”. Ne ha per tutti il viceministro all’Economia e segretario di Scelta Civica, Enrico Zanetti (nella foto). Che smentisce anche la possibile dissoluzione del suo partito: “Abbiamo un progetto chiaro”.

Il gruppo Alleanza liberalpopolare-Autonomie (Ala) di Verdini ha votato la fiducia al governo. Serve un passaggio formale in Aula per ratificare il cambio della maggioranza?
Non c’è stato ancora un cambio di maggioranza. Ci sono stati alcuni senatori dell’opposizione che hanno espresso un voto di fiducia su una specifica questione al governo. Direi che è in atto un processo politico, con cui Ala dimostra interesse a farvi parte. Qualora richiedesse di entrare in maggioranza, ci dovrebbe essere un passaggio in Parlamento.

Crede, come sostiene la minoranza Pd, che ci sia uno snaturamento del progetto di governo?
Per il Pd lo snaturamento ci sarebbe con eventuali nuovi ingressi nel partito, che non sembrano in agenda. Quindi non capisco la preoccupazioni dei puristi della minoranza dem. Per quanto riguarda l’allargamento della maggioranza non rappresenta un rischio, non mi preoccupa affatto. La questione è che la sinistra Pd teme il pericolo di diminuire il potere di ricatto. Non mi sembra un punto di vista commendevole.

Come mai la sinistra dem polemizza. Qual è la differenza tra l’ex delfino di Berlusconi, Angelino Alfano, e l’ex braccio destro berlusconiano, Denis Verdini?
Io dico con chiarezza che Verdini ha un processo politico più coerente di quello che sta facendo Ncd. Verdini parla di un centro che sia autonomo, ma disponibile ad alleanze con il centrosinistra guidato da Renzi e alternativo a forze anti-sistema come la Lega. La sua posizione, pur nelle differenze con Scelta Civica, è simile alla nostra. Vedo una linearità.

E per Alfano?
Il Nuovo centrodestra non è nemmeno una comunità politica: è un aggregato di persone che stanno con il governo perché arrivano i posti da sottosegretario. Poi alle Comunali di Milano corre con il centrodestra perché vogliono gli assessorati.

Insomma, meglio Verdini di Alfano?
Non la metto sul piano personale. Ma dal punto di vista politico è evidente la differenza di percorsi.

Non è che tutto questo astio verso Ncd è dettato dal fatto che loro hanno ottenuto molti posti da sottosegretario nel rimpasto, mentre a Scelta Civica è andato poco?
Io trovo logico che il Nuovo Centrodestra abbia fatto valere il proprio peso in termini di numeri in Parlamento. Cercano di capitalizzare la situazione, perché andando così non avranno proprio niente in futuro. Ma sul rimpasto non ho alcun problema: abbiamo zero senatori e abbiamo moltiplicato lo zero, ottenendo un posto da viceministro e uno da sottosegretario.

Verdini è la polizza vita sulla legislatura?
Per Scelta civica sarebbe un fatto positivo se l’apporto di Verdini potesse diminuire il potere di ricatto della sinistra, con cui non condividiamo le posizioni. Anzi spesso sono un freno all’azione riformatrice. In termini di prospettiva politica, devo dire che c’è un percorso similare al nostro. Con Verdini ci sono meno distanze.

Quindi con Area popolare non vede alcuna possibilità di dialogo.
Ci sono singoli individui con una visione politica simile alla nostra. Con loro non avrei alcuna difficoltà a costruire un progetto comune. La questione è di natura politica: a Roma Ncd governa con Renzi, mentre in Lombardia sta con quelli che insultano l’esecutivo, definendolo il peggiore di sempre. Queste politiche del doppio forno sono squalificanti per l’area moderata. Noi vogliamo valorizzarla, non squalificarla.

Insomma, non vuole aver a che fare con la sinistra dem?
Io dico che la minoranza dem potrebbe rinonimarsi Nuovo centrosinistra, perché sono speculari ad Alfano. Stanno al governo, ma nei territori vorrebbe allearsi con la sinistra radicale contraria al governo. Per questo dico che hanno lo stesso comportamento di Ncd. Forse la minoranza Pd deve fare chiarezza, visto quanto rema contro all’esecutivo.

Un’ultima domanda su Scelta Civica. Le fibrillazioni non mancano e alcuni deputati hanno già lasciato il gruppo. Non teme un effetto domino?
Abbiamo deciso di affrontare tutti i nostri nodi. La nostra esperienza era varia: alcuni guardavano al centrodestra, altri al centrosinistra. Altri ancora pensavano che la società civile fosse antropologicamente migliore della politica. Noi abbiamo detto dove voler andare: conservare la nostra autonomia politica ma non dialogare con forze anti-sistema e anti-europee, come la Lega. Ed è chiaro che dire questo produce un allontanamento di alcuni soggetti. Preferiamo costruire una prospettiva politica coerente, al contrario di quel che fa il Nuovo centrodestra. Che vuole tenersi tutti a dispetto di un futuro politico.