Scienza

Virus Zika, chi ne ha paura?

 

Zika: il tuo nome è entrato di diritto nel novero delle minacce correnti contro l’umanità. Lo afferma ufficialmente l’Oms. Memore delle critiche per la sottovalutazione dei focolai di Ebola dell’anno scorso? Dopo i clamori di qualche settimana fa, incominciano ad apparire sulla stampa medica articoli che espongono pareri e analisi interessanti che vorrei sottoporre all’attenzione generale. L’illustre Anthony Fauci sul “New England Journal of Medicine”, riguardo a questa esplosiva diffusione del virus in Sud America e nei Caraibi, osserva come negli ultimi decenni si sono verificati almeno quattro inaspettate “new entries” di arthropod borne virus nell’emisfero occidentale: dengue, West Nile, chikungunya e per ultimo ZIKV.

Quale può essere il motivo di questo successo? Tali virus hanno avuto la fortuna di aumentare le possibilità di essere trasmessi all’uomo in quanto la riproduzione dei vettori, le zanzare Aedes, è stata favorita dalla recente e inquinante urbanizzazione di vaste zone all’interfaccia con territorio vergine tropicale. Perciò più zanzare, più virus e più esseri umani da parassitare. Niente di meglio per stare male.

Genera grande preoccupazione l’inattesa epidemia di casi di microcefalia nei neonati in alcune zone del Brasile, in particolare Pernambuco. L’aumento dei casi è arrivato a un sorprendente e tragico valore di 20 volte la normale incidenza. Vengono riferite anche altre alterazioni sempre a carico del sistema nervoso centrale e dell’occhio in particolare. La scoperta di Zika risale al 1947, in Uganda, per cui la domanda: ma questi effetti teratologici dell’infezione non erano già stati osservati nel corso dei decenni? Sembra proprio di no, almeno apparentemente non in forma di microcefalia. Nel corso del focolaio polinesiano del 2013 erano stati segnalati 73 casi di sindrome di Guillain-Barré (una forma di paralisi ascendente dell’adulto) e altre alterazioni neurologiche insieme alla segnalazione di alterazioni ecografiche in corso di gravidanza, che non erano state meglio indagate e che avevano dato luogo alla pratica dell’aborto, in assenza di una documentazione che adesso sarebbe stata estremamente utile.

Il fatto è che il ceppo virale attualmente implicato in Sud America è simile filogeneticamente a quello responsabile del focolaio polinesiano. Pertanto siamo di fronte ad un virus che rispetto agli esordi africani risulta mutato e aver acquisito un’aggressività maggiore. Sembra sufficiente per spiegare queste gravi variazioni nel decorso clinico dei casi sudamericani. C’è un rapporto con i trial di vaccinazione con vaccino dTap (difterite, tetano e pertosse acellulare) condotti nei mesi passati su larga scala nelle donne in gravidanza specie nella zona del Nord est del Brasile, come adombrato in altro articolo del Blog del “Fatto”?

In precedenza a dire il vero i profili di sicurezza del vaccino non avevano messo in evidenza particolari motivi di preoccupazione Safety and Immunogenicity of Tetanus Diphtheria and Acellular Pertussis (Tdap) Immunization During Pregnancy in Mothers and Infants. Va inoltre ricordato che la vaccinazione è stata praticata, secondo il programma della ricerca, dopo la ventisettesima settimana di gravidanza, quando nel feto le ossa del cranio si sono già formate da parecchio. Perciò questa ipotesi, a meno di imprevisti, non sembra attendibile.

Taluni sottolineano anche una relazione tra la mutazione del virus e l’introduzione di zanzare sterili geneticamente modificate in Brasile per contrastare la riproduzione di Aedes aegypti, vettore della dengue, che determina migliaia di casi in Sud America. Per dirla in breve, si sarebbe verificato un passaggio di trasposoni tra zanzara e virus, con esito in esaltazione della virulenza di ZIKV. Ma anche questa ipotesi, che a me pare alquanto fantasiosa, manca di una verifica sperimentale e quindi non può essere presa in considerazione. Farei invece notare che taluni, fra i quali anche Fauci, pone in forma dubitativa la possibilità che ZIKV possa essere trasmesso da Aedes albopictus, la famosa “zanzara tigre”, che è come è noto largamente rappresentata anche nel nostro paese, a differenza di Aedes aegypti. In realtà la zanzara bianconera può in effetti trasmettere il virus Zika. È già stato dimostrato in questo articolo Aedes (Stegomyia) albopictus (Skuse): A Potential Vector of Zika Virus in Singapore. Bisognerà ancora verificarne l’efficienza della trasmissione di ZIKV rispetto a Aedes aegypti, perché nel caso della dengue è notevolmente inferiore. In ogni caso quando verrà la primavera bisognerà che tutti, comuni, Asl e anche soprattutto i privati cittadini seguano alla lettera le raccomandazioni che sicuramente verranno emanate in merito allo sterminio di questo insetto che rischia di esportare anche questo flagello nelle nostre regioni.