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Libia, media: “Isis ha preso 150 ostaggi in impianti petroliferi. Li ucciderà venerdì”

Si tratta di militari e guardie catturate durante gli scontri avvenuti a Sidra e a Wadi Kahila il 4 ed il 5 gennaio. "Al momento non è una notizia che si possa confermare", ha detto il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni

Non si ferma l’ondata di attacchi delle formazioni jihadiste in Libia. Dopo l’attentato kamikaze a Zliten che ha causato 74 morti e oltre 100 feriti, l’offensiva a Misurata e Khoms e gli attacchi ai terminal petroliferi di Sidra e Ras Lanouf, oltre 150 persone tra militari e guardie sono state catturate dall’Isis nell’area degli impianti di stoccaggio del petrolio nell’est del Paese. Lo riferisce una fonte della sicurezza citata dai media libici. I 150 sono detenuti nella prigione di Nawfaliya. Lo Stato islamico ha annunciato che “diversi prigionieri” verranno giustiziati venerdì a Ben Jawad.

Ne dà notizia una fonte della sicurezza di Sidra, dove la settimana scorsa cinque cisterne petrolifere erano in fiamme – insieme con altre due a Ras Lanuf – in seguito a combattimenti tra uomini dell’Isis e guardiani delle installazioni. Secondo analisti internazionali, la strategia dei sostenitori del Califfato tenderebbe a creare un collegamento tra il territorio di Sirte, che controllano, e la cosiddetta “mezzaluna petrolifera“, a est di quella città.

Anche il sito Alwasat conferma la notizia, aggiungendo che i detenuti sono quasi tutti “pensionati” che si sarebbero rifiutati di aderire all’Isis. Sarebbero stati catturati durante gli scontri avvenuti a Sidra e a Wadi Kahila il 4 ed il 5 gennaio. Secondo la stessa fonte alcuni militari, appartenenti all’esercito libico, sarebbero stati uccisi, mentre alcuni impiegati civili sarebbero stati messi in libertà.

“Al momento non è una notizia che si possa confermare – ha detto il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, alla trasmissione Piazza Pulita di La7 – siamo in un momento delicatissimo in Libia in cui si accavallano notizie di ogni genere, e questa specifica credo che non abbia fondamento”.

In giornata Al Qaeda nel Maghreb islamico aveva minacciato l’Italia. “L’Italia romana ha occupato Tripoli. Se ne pentirà”, scandiva il numero due dell’organizzazione, l’algerino Abu Ubaydah Yusuf Al Anabi, in un video di 23 minuti e 24 secondi il cui contenuto è stato rivelato dall’agenzia mauritana ‘al-Akhbar’, che ne ha ricevuto una copia. Nel filmato si avvertono anche gli “invasori” italiani che si pentiranno e che saranno “umiliati e sottomessi”.