Società

Sesso in confessionale

Con i lavori manuali sono una frana, a parte l’autoerotismo. Mi si è staccata la manopola del water, ci ho messo 30 minuti per riavvitarla, ero a un passo dalla bestemmia. Credo di essermi confessato solo una volta in vita mia, avrò avuto 13 anni, ho confessato di essermi toccato, sono una persona estrema, si sa che gli estremi si toccano, giusto? Provai imbarazzo a dire i fatti miei, e provai ancora più imbarazzo nel recitare non so più quante preghiere per purificarmi da quel peccato! Più che imbarazzo forse era una sottile angoscia, l’angoscia di parlare a un uomo senza volto, un confessore. All’angoscia e all’imbarazzo va aggiunto anche il senso del ridicolo, mi chiedevo: ma che cosa gliene frega a Dio delle mie masturbazioni? Confessare un omicidio ha una sua dignità, diciamolo francamente, ma confessare l’onanismo è proprio una “segata” secondo me (si può dire segata sul Fatto?).

Ho continuato con gli atti di piacere, lasciando stare gli atti di dolore, e non sono diventato cieco ma astigmatico. Il diavolo non è poi così brutto come lo si dipinge. Con l’avvento di YouTube (e sottolineo la parola avvento) ho iniziato a confessare la mia vita sessuale a un pubblico indistinto, mi diverto a fare monologhi dove non lascio quasi nulla nell’ombra, un “artista” non deve avere una vita privata, non deve essere una persona discreta, si lavano i panni sporchi in piazza, un artista non ha segreti ma solo misteri. E i misteri hanno la caratteristica di restare misteriosi anche quando vengono svelati.

Oggi su questo videoblog vi propongo ‘Sesso in confessionale’ in cui Nicola Gelo mi legge un passo tratto da un libro pubblicato negli anni Settanta, un libro ormai introvabile che riporta la fedele trascrizione di confessioni registrate in un confessionale. Il passo che Nicola legge è tratto da una confessione avvenuta nella chiesa di San Lorenzo a Napoli.

Ci tengo a chiarire che sono un ateo sui generis, non credo in Dio, ma non credo nemmeno nel mio non credere in Dio. Rispetto tutti i credenti, per me credere in Dio ha dell’incredibile, e chi si affida all’Incredibile suscita in me sempre una certa ammirazione. Certo quando la Chiesa fruga nelle nostre mutande e mette il naso sotto le nostre coperte è lecito avere un senso di pudore, ed è giustissimo, a mio parere, seguire i propri desideri senza troppe censure, sempre nel rispetto della persona umana. In fondo Dio è un guardone, come me. E questo padre confessore napoletano che si informa su tutti i particolari della vita sessuale di una giovane moglie, devo confessarvelo, non mi sta antipatico, mi fa sorridere la sua indecente curiosità, la trovo così patetica, mi ispira un senso di pietà, di pietà laica.

Aforisma del giorno:
Passiamo la vita nel vano tentativo di salvare le apparenze, ma le apparenze, si sa, tendono inevitabilmente al suicidio.