Calcio

Paolo Maldini in polemica con il Milan: “Galliani è carente su questioni di calcio. Dovrebbe essere affiancato”

L'ex capitano rossonero ha ammesso di non aver più nessun rapporto con il presidente Berlusconi e con la società: "Non lo sento dalla mia ultima partita, sei anni fa. Io penso con la mia testa e forse questo crea scompiglio"

Un amore durato 25 anni, ma quando è finito ognuno è andato per la sua strada: Paolo Maldini da una parte, il Milan dall’altra. Lo storico capitano è tornato a parlare del club rossonero e non ha usato diplomazia nell’esprimere un parere sui vertici: “Considero Galliani un grandissimo dirigente ma probabilmente è un po’ carente nella zona calcistica: nel decidere e nel valutare i giocatori. Lì dovrebbe essere affiancato“, ha affermato nell’intervista concessa ai “Signori del Calcio” di Sky Sport. Secondo Maldini l’ad è uno dei principali problemi del Milan: “Se vuoi tornare a essere grande ci vuole un percorso, ci vogliono delle idee. Ci vuole gente che sappia di calcio e in questo momento al Milan è quello che manca”.

L’ex difensore ha voluto spiegare come mai dopo l’addio al calcio giocato, il rapporto con il Milan si è interrotto bruscamente: “Il presidente Berlusconi ha fatto altre scelte. L’ho visto in occasione della mia ultima partita, è da allora che non lo sento”. Era il 24 maggio 2009, quel giorno fu evidente che Maldini non era amato da tutto l’ambiente: la curva Sud espose degli striscioni polemici contro di lui e durante il giro di campo cantò dei cori a favore di Franco Baresi, l’altro storico capitano milanista. Da allora la situazione non è cambiata, né con gli ultras né con Berlusconi: “Non mi sono mai sentito così vicino al rientro in società. So benissimo che è lui la persona che decide, e non avendolo mai sentito negli ultimi sei anni…”. Poi ha aggiunto: “Io ho la mia vita e sto bene così. Ma spesso mi chiamano. Mi hanno chiamato Leonardo, poi Allegri, Seedorf e infine Barbara Berlusconi. Loro mi coinvolgono, ma ogni volta dico la stessa cosa: se posso ridare qualcosa a una società che mi ha dato tanto, lo faccio volentieri. Ma voglio decidere con la mia testa. E questa sembra una cosa complicata o che possa creare scompiglio“.

Maldini e il Milan rimangono quindi due mondi distanti e lui non lo nasconde: “E’ vero che sono nato nel Milan ma la cosa più importante che sono riuscito a raggiungere nella mia vita è l’indipendenza di pensiero. So benissimo che è molto più facile dire alle persone a cui vuoi bene che sono brave e belle, ma è molto più utile dire le cose come stanno. La mia posizione critica nei confronti del Milan è solamente un atto d’amore perché verso questa società provo ancora molto amore”. L’ex bandiera rossonera ha poi concluso esprimendo il suo parere sull’attuale allenatore del Milan, Sinisa Mihajlovic: “Non è facile arrivare in una squadra come il Milan, con un passato così glorioso. Milanello, San Siro, il Milan, pesano. Per i giocatori, per gli allenatori, per tutti. Non condividevo l’idea di prendere due esordienti in un momento delicato come quello degli anni scorsi. Trovo siano state scelte azzardate. Anche se poi Seedorf ebbe dei risultati incredibili. Però c’è bisogno di un elemento di rottura. E Mihajlovic lo è”. E se il ritorno in rossonero appare impossibile, Maldini ha confessato di star pensando a suo coinvolgimento nel governo del calcio mondiale, la Fifa: “Infantino ha chiesto il mio appoggio. Vorrebbe coinvolgere diversi ex calciatori. Vedremo. Ma non mi candiderei mai da solo”.