Musica

Calabria, ‘L’impresa della musica’, se la cultura diventa economia

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“Senza la musica la vita sarebbe un errore” sosteneva Friedrich Nietzsche, che fu anche compositore. Cosenza, Teatro Auditorium dell’Università della Calabria, 3/4 dicembre, una due giorni sulla musica italiana: un confronto su come la cultura diventa strumento di sviluppo economico, veicolo di produzione creativa, percorso lavorativo sostenibile.

L’evento, incluso nella fase finale del 13° Premio nazionale per l’Innovazione (PNI) in programma nell’ateneo calabrese, s’articola in due momenti. La sera del 3 ci sarà un live, inedito esperimento sonoro che muoverà i primi passi sul palco del TAU, a Sud tra le strutture tecnologicamente più avanzate. Non un semplice concerto, ma un primo step d’un progetto di condivisione artistico/culturale. Un ensemble ad hoc (13 talentuosi musicisti del territorio) accompagnerà, in un viaggio musicale all’insegna della contaminazione fra mondi musicali diversi, quattro voci autorali fra le più significative della musica italiana contemporanea. Mauro Ermanno Giovanardi (miglior album dell’anno al Premio Tenco 2015 e inconfondibile ex voce dei La Crus), Peppe Voltarelli (bluesman, musicista, Targa Tenco come miglior disco in dialetto), Roy Paci (trombettista, produttore musicale, fondatore di Etna Gigante) e Dario Brunori (pluripremiato cantautore calabrese, fondatore di Picicca Dischi).

Il giorno successivo, il 4, un talk di confronto tra operatori del settore regionale ed esperienze nazionali, da quella pugliese a quella romana. Insieme al padrone di casa, Gino Crisci, Rettore dell’Università della Calabria, ci saranno Matteo Zanobini di Picicca, Fabio Vincenzi dei Teatri Unical e Giampaolo Calabrese di Archimedia (ideatori dell’iniziativa), Flavio Severini dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, origini calabresi da cervelli in fuga, cui si deve il successo del contenitore musico-culturale progettato da Renzo Piano, Stefano Senardi (ex Presidente Polygram Italia, oggi approdato alla presidenza della Fondazione Orchestra sinfonica di Sanremo), tra gli autori di X Factor, Che tempo che fa, responsabile musicale di Puglia Sounds e Antonio Princigalli, che è il coordinatore di questo programma di sviluppo della filiera musicale della Regione Puglia (finanziato col FESR), contenitore del Medimex, il salone dell’innovazione musicale, una realtà unica in Italia oramai giunta alla sua quinta edizione.

Quest’anno ospitava finanche l’installazione Light Paintings di Brian Eno, cui tra l’altro si devono il suono d’avvio di Windows 95 e alcune app musicali per iPhone e iPod touch, come Bloom, capace di creare grazie al tocco dello schermo sequenze musicali e Scape, per musica generativa.
Un caso di successo in fatto di produzione, distribuzione e promozione non solo della musica (che è lavoro) ma d’un territorio. In una regione/laboratorio del Sud, una regione virtuosa a due passi dalla Calabria, la Puglia, l’esperimento è riuscito. Certo ogni territorio ha le sue specificità, o meglio, le sue identità territoriali. Il tema non è la replicabilità d’un modello che non può essere imposto (sarebbe un errore), ma la perfettibilità d’un percorso nuovo sulla narrazione dei luoghi meridiani. I territori del Sud, le loro vocazioni e la Calabria, tradizionalmente terra meticcia d’incroci e scambi (sin dai miti che la vollero approdo di mercanti semiti), ovvero la Magna Grecia. Innovare ripartendo dalla Calabria laboriosa. Utopia? Eresia? Meglio un esercizio di parresia. Che la cultura non è solo consumo ed elogio dell’effimero, come ci ha insegnato Renato Nicolini.

Per troppo tempo nella regione dello Stretto gli operatori del settore sono stati rinchiusi, se non barricati nei loro recinti. Suona strano da chi gli steccati dovrebbe farli cadere per mestiere. Oggi, nell’era digitale della condivisione dei saperi, è necessario tessere reti, creare connessioni diffuse, pratiche capaci di fare comunità partendo dalle ricchezze del sud, che sono tante e dal made in Calabria, per nuove start up e un nuovo brand del Mezzogiorno. Innovare partendo dalla territorialità, come quelle merendine bio Clementime, la newco di due giovani coriglianesi, Antonio Braico e Francesco Rizzo, che ha fatto impazzire il web. Tradizionali agrumi calabresi veicolati in un apposito packaging per distributori automatici che durante il talk segneranno il mood dell’iniziativa.