Società

Halloween segreto, senza pietà

Ho sempre desiderato essere un mostro, suscitare meraviglia al mio passaggio, incutere timore, paura, stupore: purtroppo sono stramaledettamente bello, almeno così dice mamma, e io credo sempre alle mamme, scarrafoni permettendo. Disneyanamente parlando la strega è molto più eccitante di Biancaneve e credo di condividere questo sentimento con il mio adorato Woody Allen. Freaks di Tod Browning è uno dei miei film preferiti, e adoro Frankenstein.

Detto questo, ora vi dico chi sono i veri mostri per me. Mostri sono i conformisti, sono quelli che non leggono poesie, sono quelli che si approcciano al diverso o al disabile con sentimenti di pietà, quella pietà che cela un sentimento di superiorità e che divide l’umanità in “scherzetto” ( il disabile ) e in “dolcetto” (il normale), mostri sono quelli che non mi amano (questa me la passate? Ho bisogno di affetto) e potrei andare avanti ma mi fermo. Per pietà.

Ecco, la pietà. Quando ho girato questo film, Halloween Segreto, la pietà proprio non mi ha nemmeno sfiorato. Ho avuto solo brividi, ma non erano brividi di paura, erano brividi d’amore. Il simbolo del film è l’uomo spaesato che non vuole partecipare alla festa, che si sente a disagio con un mantello al collo, si sente soffocare, e alla fine del film verrà liberato, in questo gesto sta il senso di tutto: nella libertà di essere quello che desideriamo. Nonostante tutto. E senza paura.