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Abruzzo, in Regione il “canguro” è legge: giunta potrà far decadere emendamenti

Se al Senato, per la discussione sulle riforme, gli emendamenti “canguro” fanno gridare il centrodestra al regime, in Abruzzo arriva invece la “ghigliottina del Nazareno“, una sorta di “canguro istituzionalizzato”. Il consiglio regionale ha dato infatti il via libera alla modifica del regolamento per i lavori dell’assemblea per impedire l’ostruzionismo delle opposizioni. Un testo proposto dal capogruppo del Pd in Regione Camillo D’Alessandro e passato con il voto di tutti i gruppi consiliari, ad eccezione del Movimento 5 Stelle. La nuova norma, dunque, prevede che da ora in commissione o in consiglio la giunta guidata da Luciano D’Alfonso (Pd) potrà presentare emendamenti d’urgenza che faranno automaticamente decadere tutti gli altri emendamenti depositati dai gruppi consiliari. “Qualora la Giunta regionale ravvisi motivi di necessità e urgenza di un’approvazione celere di un progetto di legge – si legge nel comma sei bis aggiunto all’articolo 96 del regolamento regionale – ha facoltà di proporre, prima della votazione di ciascun articolo, i subemendamenti necessari a esprimere l’orientamento finale del Governo regionale. Tali subemendamenti sono votati per primi e la loro approvazione fa decadere gli altri emendamenti presentati”.

Questa “tagliola” potrà essere applicata in tutti i campi e in tutte le materie, eccezion fatta per le norme inerenti la legge elettorale e lo statuto regionale. Mentre per i progetti di legge in tema sanitario ogni consigliere regionale avrà facoltà di discutere “almeno cinque tra gli emendamenti e i subemendamenti già presentati”.

Protestano i Cinque Stelle che in consiglio, al momento del voto, hanno portato una ghigliottina vera e propria: “La democrazia non può essere merce di scambio. Così si comprime e si esautora, di fatto, il ruolo delle opposizioni e si depotenziano i poteri di controllo”. Per il capogruppo Sara Marcozzi “è un bavaglio firmato Nazareno: anche in Abruzzo, centrodestra e centrosinistra sono ormai un partito unico”.

Contesta la definizione di “norma bavaglio” il democratico D’Alessandro: “Avevamo detto che saremmo stati disponibili a modifiche possibili nel rispetto del diritto della maggioranza , chiunque essa sia, di decidere. Lo abbiamo detto e lo abbiamo fatto. La democrazia è cosa seria e noi la rispettiamo: diritto di governare per chi vince senza che nessuno possa pensare di bloccare la volontà popolare; diritto di opporsi liberamente. Andiamo avanti”. Secondo il capogruppo di Forza Italia Lorenzo Sospiri “il primo risultato è l’aver ripristinato un principio, ossia del Regolamento se ne parla tutti insieme nelle sedi opportune. E attraverso il confronto la maggioranza ha dovuto aggiustare un po’ il tiro su una norma che, nella stesura originaria, sarebbe caduta”.