Donne di Fatto

Le donne che mentono creano un danno alle vere vittime di violenza

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Alcune persone hanno tentato di dirci che ci sono donne che usano le “false accuse” per vendicarsi dei loro ex fidanzati o mariti. Chi parla di questo fenomeno lo associa alla controversa questione dell’affido condiviso che ha reso un po’ più difficile alle donne allontanarsi, cambiare Stato o città, con figli appresso, senza tenere conto del diritto dei bambini di vedere anche il padre.

Discutevo ora con una ragazza che mi raccontava di una tizia che dopo aver saputo che il suo ex l’aveva tradita per molto tempo con un’altra donna ha presentato denuncia di stalking e lui si è ritrovato con la vita rovinata, tra spese legali, fine dei progetti e senza prospettive se non il carcere o un futuro pieno di debiti. Una condanna in quel caso pesa dai quattro ai sei anni di prigione. Questo per dire che bisogna pensarci bene quando, sulla spinta della rabbia del momento, si denuncia una persona che non ha commesso alcun reato, perché le denunce vanno avanti e anche se i denunciati vengono assolti comunque vivono anni di supplizio tra giudici e avvocati ai quali non importa molto qual è il tempo limite che una persona può vivere in stato di forte disagio prima di spegnersi, deprimersi, perdere il lavoro, smettere di vivere e a volte suicidarsi.

Non ho alcuna simpatia nei confronti di chi fa violenza su una donna o su un bambino. Chi subisce questa violenza ha il sacrosanto diritto di difendersi, se preferiscono, con gli strumenti che le istituzioni offrono. D’altro canto va detto che a volte gli uomini diventano vittime di violenza e evitano di denunciare perché perfino gli avvocati suggeriscono che tanto sarà inutile e gli costerà solo tempo e denaro.

La prima volta che mi hanno parlato di donne che inventavano accuse per vendicarsi degli ex io ho reagito come avrebbe reagito chiunque tra voi. Ho sputato rivendicazioni e ho preteso delle scuse. Ho ricordato che sono troppe le donne che subiscono violenza che non vengono credute e che chi divulgava notizie su donne che mentivano in sede di denuncia istigava odio e creava un danno alle donne. Tutte le donne. Ora ascolto, cerco di capire, ho letto tanto in proposito, scindendo le rivendicazioni reali dai pretestuosi attacchi di misogini incalliti, e mi pare doveroso sospendere il giudizio. Spogliarsi dell’armatura della femminista che difende le donne prima di tutto e per cominciare a guardare e a vedere cose che mi rifiutavo di accettare. Non sono gli uomini che denunciano il fenomeno delle “false accuse” (a meno che non mentano e non si servano di questo dato per delegittimare tutte le donne) a creare un danno alle donne; sono le donne che mentono a creare un danno enorme a tutte quelle che a causa di certe orribili menzogne non saranno credute pur avendo subito una violenza.

Tra quelle che hanno mentito potrebbe esserci la ex moglie dell’uomo che è stato condannato a scontare 9 anni di galera, per abuso sui propri figli. Molti anni dopo la data dell’accusa, gli stessi figli, ora adulti, confessano di aver inventato tutto perché così, dicono, voleva la madre. L’avvocato dell’uomo condannato dice che questo è un elemento nuovo che serve a rimettere in discussione la sentenza. Ma al di là di quel che succederà, sicuramente non in tempi brevi, per effetto dell’iter giudiziario, quel che mi chiedo è chi restituirà a quest’uomo gli anni di vita perduti, la sua reputazione, il lavoro, le sue possibilità, il rapporto con i figli, la vita affettiva. Se quel che dicono i figli è vero chi potrà mai restituirgli la serenità che a loro sarebbe stata dovuta senza imporgli di raccontare balle sul padre. Quanto c’è voluto a questi due figli per recuperare distacco, autonomia, dalla madre, per poi dire la loro verità sapendo di scontentarla? E come ha fatto questa donna a mentire e a far mentire i figli per allontanare l’uomo dai bambini?

Sa questa donna che a causa sua, qualora una donna dovesse denunciare di aver subito una violenza da parte di un ex marito, potrebbe non essere presa sul serio?

Distruggere la vita di una persona non è un’opzione valida, perché ha un costo altissimo, e non lo è neppure riempire la testa dei figli di menzogne per porre fine a trafile lente per la separazione e gli affidi. Di credere alle donne in quanto donne e di vedere l’uomo sempre bugiardo e violento non se ne parla. Esistono donne che ricevono garanzia di assoluzione da qualunque torto intendano infliggere a qualcuno.

Quante sono le donne che si barricano dietro al pretesto dell’alto numero di donne vittime di femminicidio e di stupro per non assumersi la responsabilità della propria bugia? Quanti sono gli uomini che vivono anni difficili per effetto dello stesso comportamento da parte delle loro ex?

Chiudere gli occhi e fare finta che il problema non esista a partire dalla delegittimazione di chi ne parla (maschilisti brutti, sporchi e cattivi) non serve a niente. Questi uomini non parlano di questi argomenti perché sono tutti cattivissimi. Forse ne parlano perché evidentemente stanno subendo processi kafkiani per reati che non hanno commesso.

Allora serve dire agli uomini violenti che non usino come alibi queste vicende per dire che la violenza sulle donne e sui bambini non esiste. Esiste la violenza sulle donne, fenomeno grave, diffuso in tutto il mondo e dai numeri sconcertanti. Esiste la violenza sui bambini che non dovranno mai sentirsi in colpa per aver detto la verità.

Serve dire alle donne bugiarde che non usino come alibi la lotta contro la violenza sulle donne per assumere lo status di vittime dello stesso fenomeno anche se non lo sono. Che non usino i bambini come arma per sconfiggere i loro ex. La separazione non è mai indolore e si può vivere in modo civile se si tiene conto del fatto che i figli hanno diritto a non perdere i loro punti di riferimento genitoriale. Se una donna vuole i figli tutti per sé, vuole essere facilitata perché vuole portarli altrove, lontano dal padre, e questo padre diventa ostacolo per quel progetto, non si può e non si deve abusare dei bambini per indurli a odiare il loro padre.

Tutto questo va discusso e non può essere un tabù. Sono forse meno femminista se responsabilmente mi pongo questo problema?