Cronaca

Papa Francesco in Bolivia contro la speculazione finanziaria. Evo Morales gli regala crocifisso su falce e martello

"Se l'economia si regge solo sul paradigma tecnocratico e utilitaristico della massima produzione, non si potranno risolvere i grandi problemi che affliggono l'umanità. Il presidente boliviano regala al ponefice anche un astuccio usato per conservare le foglie di coca. E dice: "Oggi chi tradisce un povero tradisce Papa Francesco"

“Se la politica è dominata dalla speculazione finanziaria o l’economia si regge solo sul paradigma tecnocratico e utilitaristico della massima produzione, non si potranno neppure comprendere, né tantomeno risolvere i grandi problemi che affliggono l’umanità”. È il messaggio che Papa Francesco ha rivolto al presidente Evo Morales appena giunto in Bolivia, seconda tappa del suo viaggio in America latina dopo l’Ecuador. “Benvenuto fratello Papa Francesco”, lo ha accolto Morales con due doni particolari: prima in aeroporto la “chuspa”, un astuccio all’interno del quale in Bolivia tengono le foglie di coca non raffinate per masticarle e per usarle per il tè; poi nel Palazzo del Governo un crocifisso su falce e martello. Morales si è spinto oltre e ha messo al collo del Papa un’onorificenza la cui placca riproduce la stessa immagine. Il presidente ha definito Bergoglio “il Papa dei poveri”, sottolineando che “oggi chi tradisce un povero tradisce Papa Francesco”.

Nel suo discorso alle autorità della Bolivia il Pontefice ha chiesto “maggiore rispetto per la persona umana in quanto tale, con diritti fondamentali e inalienabili ordinati al suo sviluppo integrale, alla pace sociale, vale a dire, alla stabilità e alla sicurezza di un determinato certo, che non si attua senza una particolare attenzione alla giustizia distributiva”. Bergoglio ha puntato il dito contro chi confonde il “bene comune” con il “benessere”. Per Francesco, infatti, quest’ultimo se “fa riferimento solamente all’abbondanza materiale tende a essere egoista, a difendere gli interessi di parte, a non pensare agli altri, e a cedere al richiamo del consumismo. Così inteso, il benessere, invece di aiutare, è portatore di possibili conflitti e di disgregazione sociale; affermatosi come prospettiva dominante, genera il male della corruzione, che scoraggia e fa tanto danno”.

Appello di Francesco per la libertà religiosa e le politiche in favore della famiglia “minacciata da ogni parte da violenza domestica, alcolismo, maschilismo, droga, mancanza di lavoro, insicurezza civile, abbandono degli anziani, bambini di strada, e da pseudo-soluzioni provenienti da prospettive che evidenziano una chiara colonizzazione ideologica”. Per il Papa, infine, è necessario risolvere il problema dell’immigrazione: “Bisogna costruire ponti piuttosto che erigere muri”. Francesco non ha preso posizioni sul contenzioso tra Bolivia e Cile per uno sbocco sul mare che lo stato plurinazionale richiede senza successo e che era stato accennato da Morales nel suo discorso. “Tutti i temi – ha precisato Bergoglio – per quanto spinosi siano, hanno soluzioni condivise, ragionevoli, eque e durature. E, in ogni caso, non devono mai essere motivo di aggressività, di rancore o inimicizia che aggravano ancor più la situazione e ne rendono più difficile la risoluzione. Qui – ha aggiunto il Papa a braccio – sto pensando al mare: il dialogo è indispensabile”.

Nel tragitto da El Alto alla capitale La Paz, Francesco ha pregato nel luogo dove venne ritrovato il corpo massacrato di padre Luis Espinal Camps, gesuita che fu ucciso il 22 marzo 1980 durante la dittatura nel Paese, due giorni prima dell’assassinio di monsignor Oscar Arnulfo Romero, arcivescovo di san Salvador beatificato per volere di Bergoglio. La tappa più attesa del viaggio del Papa in Bolivia è la sua partecipazione al secondo Incontro mondiale dei movimenti popolari nel centro fieristico Expo Feria. Bergoglio aveva partecipato anche al primo incontro che si era tenuto in Vaticano chiedendo “una terra, un tetto e un lavoro per tutti”. Quelli a cui parlerà Bergoglio non sono movimenti cattolici, ma gruppi che si occupano di attività sociali ed economiche informali, tra cui i Sem terra brasiliani e attivisti gay. Al Papa sarà consegnato il documento conclusivo dell’incontro così da poterlo portare all’Onu il 25 settembre prossimo. Prima di lasciare la Bolivia per il Paraguay, Francesco visiterà il Centro di rieducazione Santa Cruz – Palmasola, una delle prigioni con le condizioni di vita più dure dell’America latina con 2.800 detenuti.

Twitter: @FrancescoGrana