Politica

Italicum, è già tempo di ritocchini: come eliminare in modo indolore il M5S

Bruxelles, riunione Consiglio Europeo: sul tavolo immigraizone e GreciaCerto che il nostro Paese è veramente sorprendente. Prima si approva in tutta fretta una legge elettorale, –l’Italicum, presentandola come la legge più bella del mondo. Persino il ‘notaio’ che ora siede al Quirinale l’’ha fatta passare senza batter ciglio. Ed il tutto in un delirio di cinguetii su Twitter e sperticate lodi sui quotidiani da parte dei grandi nomi tutelari del diritto costituzionale, da Augusto Barbera a Ceccanti e D’’Alimonte. Finalmente una legge che consentirà la governabilità…e a Renzi di campare in eterno! Ed il fatto che quella legge presentasse gli stessi profili di incostituzionalità del vecchio Porcellum, ai cattedratici  del vecchio ‘pool’ Napolitano poco importava.

Ma ecco che le ultime elezioni regionali rivelano l’’imprevisto: dove si è andati al ballottaggio, vince il M5S! E allora? Non era proprio il ballottaggio, come aveva detto D’’Alimonte, “uno strumento democratico straordinario”, perché costringe “i partiti a scegliere candidati appealing: validi e in grado di catturare, come seconda scelta, il voto di quegli elettori che al secondo turno si trovano nell’impossibilità di votare il proprio partito”? (D’Alimonte, intervista a L’’Espresso, 5 maggio 2015).

Sì, ma dipende chi vince. Se è il M5S, allora si scopre all’’improvviso che legge elettorale più bella del mondo ha già bisogno di un ritocchino: al posto del premio alla lista, sarebbe meglio darlo alla coalizione. In questo modo, centrodestra  e centrosinistra potrebbero assicurarsi di andare solo loro al ballottaggio, lasciando fuori dai giochi il M5S. Ed è ancora D’’Alimonte a spiegarlo, apertamente: bonus alla coalizione ha proposto il 23 Giugno– attraverso un nuovo accordo tra Renzi e Berlusconi. Il leader di Forza Italia, ha aggiunto, potrebbe garantire a Renzi i voti sulla riforma del Senato, ed in cambio ottenere il premio alla coalizione, in modo da essere lui ad andare al ballottaggio con il Pd alle prossime elezione: una specie di ‘patto del Nazareno-baby’ per eliminare il pericolo pentastellato.