Società

Coppia: i conflitti sulle banalità

A tutti capita di attraversare periodi nella vita di coppia, in cui si litiga in continuazione e su apparenti banalità: dove hai messo le chiavi della macchina? A che ora torni? Chi  compra il latte? Che facciamo stasera?

Nei conflitti sulle banalità c’è tutto il nostro mondo e tutto il mondo della coppia. I sentimenti che innescano i bisticci quotidiani, sono gli stessi che accompagnano i confronti sulle grandi decisioni o la reazione ai comportamenti del partner.

Nei momenti di conflitto ognuno ha difficoltà a riconoscere come leciti i bisogni dell’altro e il senso di appartenenza si incrina.

A volte è necessario l’intervento di un terzo soggetto per riuscire a ritrovare una reciprocità, per prendere consapevolezza dei meccanismi attraverso i quali ci si allontana o di come ci si riavvicina.

I disaccordi in generale stimolano stati d’animo che se non vengono elaborati – cioè riempiti di significato, distinti in proporzione tra la parte emozionale che ci si riconosce anche in altre aree della vita e che perciò rappresenta una sensibilità personale, e quella invece stimolata dall’atteggiamento del partner –  vanno ad aumentare la sensibilità personale a certi fatti al punto che ogni evento futuro potrebbe essere valutato alla luce di quella sensibilità e non importa se si parlerà di questioni importanti o di come si usa il tubetto del dentifricio, l’aspetto principale diventerà la ridefinizione o la messa alla prova della relazione e non il contenuto della discussione.

Se lui o lei ha fatto qualcosa che ci ha fatto sentire per esempio trascurati, lo stesso sentimento emergerà se si è dimenticato/a di comprare il latte o di fare qualcosa che gli abbiamo chiesto.

Uno sguardo, una distrazione, una parola, basteranno ad attivare o meglio riattivare i più svariati sentimenti di trascuratezza, responsabilità, inadeguatezza, insicurezza, rifiuto… che a seconda delle caratteristiche personali potranno essere attribuiti alla sensibilità o ai difetti personali o all’atteggiamento del partner.

L’attribuzione a sé può generare cadute dell’umore, così come l’attribuzione all’altro può generare irritazione e rabbia, anche se non possiamo in verità mai realmente attribuire le nostre reazioni emotive completamente a noi stessi o all’altro: Esse sono il risultato del nostro modo di essere che si attiva allo stimolo del partner ma non dipende completamente da lui.

E’ ogni volta una sfida verificare quante risorse ha la coppia per metabolizzare e elaborare le piccole e grandi crisi che si susseguono nel corso della sua esistenza e quante capacità hanno i partner di trovare un equilibrio nella distribuzione delle responsabilità: sono elementi importanti per la reciprocità e indicatori positivi della stabilità del legame.