Expo 2015

No Expo Milano, il manifestante (poi pentito): “Giusto spaccare tutto”. I commenti sui social: “Non sei un rivoluzionario, sei un pirla”

Sono molte le reazioni al video del ragazzo che, intervistato dai microfoni di Tgcom24, ha detto: "È giusto distruggere durante la protesta, mi diverto". Tanti utenti su Facebook e Twitter contro le sue parole: "Se bruciava la macchina di papà facevi il bulletto?". 24 dopo il giovane fa dietrofront: "Mi sono comportato come un coglione. Pronto a pulire la città"


“E’ giusto spaccare tutto, mi diverto”. Le parole sono di Mattia Sangermano, il manifestante con cappuccio e giacca nera immortalato dalle telecamere di TgCom24 dopo il corteo MayDay. Che è stato bruscamente interrotto dalla devastazione di centinaia di black bloc in pieno centro a Milano

Ma meno di 24 ore dopo il ragazzo a Repubblica.it spiega di essersi pentito: “Mi sono accorto solo alla fine di cosa stava succedendo, non sono un violento e non romperei mai una vetrina”, ha dichiarato, aggiungendo che tutta la sua famiglia “si è incazzata di brutto”. “Sui social network – ha proseguito – mi prendono in giro, e fanno bene perché mi sono comportato come un coglione” e si è detto pronto “a dare una mano a pulire la città”, e ha precisato: “Dopo il casino che ho combinato, basta manifestazioni per me”.

Ma la prima intervista, dal momento della pubblicazione online, è rimbalzata sui social, dove ha incassato molti commenti indignati. Su Facebook sono spuntate diverse pagine “dedicate” a lui, che in poche ore hanno raggiunto migliaia di like. A Baltimora una mamma ha regalato qualche ‘manata’ – ha commentato un utente, ricordando la scena del ragazzo americano incappucciato rincorso in strada dalla madre durante le proteste contro la polizia – al figlio che manifestava senza peraltro fare nulla di grave. La tua mamma e il tuo papà spero ti diranno almeno che sei un pirla“.

E ancora: “La sera quando ti guardi allo specchio ti chiedi mai quale senso hai dato alla tua giornata?”, “evito di dire cosa gli farei”, “eccolo qua l’eroe di nero vestito. Se bruciava la macchina di papà facevi il bulletto?”. “Certo – scrivono altri – spaccare tutto è una bella esperienza. La gente non compra auto, apre negozi, fa l’imprenditore, alimenta l’economia legalmente andando a rubare, emerito cialtroncello da quattro soldi e perditempo. Remember ‘Chi la fa, l’aspetti'”. E il sentimento condiviso è sintetizzato da un messaggio: “Se lanci mattoni sulle vetrine di negozi di gente che lavora sodo, bruci le automobili non sei un rivoluzionario, sei un criminale“.

Tra le immagini della devastazione, è spuntata anche quella di una ragazza che ha deciso di farsi immortalare a fianco di un’auto bruciata. Un’immagine anche questa rimbalzata sui profili social, dove non mancano gli attacchi ai black bloc. “Cento, mille Diaz” e ancora “dateli all’Isis“. Su TwitterFacebook foto di auto incendiate, vetrine di negozi distrutte, pareti imbrattate, accompagnate da commenti di rabbia e risentimento: “Si sentono protetti e fanno quello che vogliono”, “che schifo“, “possibile che il governo non prenda seri provvedimenti? Speriamo che questa volta gli arrestati li mandino in viaggio premio di solo andata in qualche campo del’Isis, per una rapida rieducazione!”.

Tanta l’esasperazione: “Mille Diaz a queste merde”, “delinquenti e poi voglio vedere chi ha ancora il coraggio di difendere questa feccia della società civile ed inveire contro la polizia” e “antagonisti di cosa? Chiamateli con il loro nome”. Infine, c’è chi avrebbe preferito un intervento duro delle forze dell’ordine: “Finché la Polizia non può sparare che volete?”.