Cultura

Street art, dalla Merkel a Salvini: il ‘business dei migranti’ sui muri di Milano

Dopo "l'Italia della crisi" l'artista tocca un argomento più attuale che mai, creando con una serie di opere un "ufficio d'immigrazione immaginario" titolato "We are not businessmen. We are a business, man"

Lo street artist Beast è tornato a Milano con una nuova installazione in via Solferino, nel pieno centro di Brera. Dopo avere proposto in un’opera “l’Italia della crisi” l’artista torna a parlare per mezzo della sua arte ironica, con una serie di 17 quadri esposti sulle colonne come in una galleria a cielo aperto, attirando l’attenzione dei visitatori del Salone del mobile.

Beast crea “trappole visive”, collage di rielaborazioni fotografiche incorniciate in oro ed esposte nelle vie cittadine come fossero i corridoi di un museo. E questa volta la serie di opere titola “We are not businessmen. We are a business, man“, incorniciando il problema degli immigrati, attuale oggi più che mai. L’obiettivo dell’artista è creare un “ufficio d’immigrazione immaginario, dove i protagonisti si alternano nelle pratiche di accoglimento, ma sembrano rivelare una certa inadeguatezza nella gestione del problema”. È in questo modo che Beast riesce ad accomunare Matteo Salvini alla caccia di campi Rom, le intercettazioni di Alfano e il filo spinato di Roberto Maroni. Mario Draghi e Marine Le Pen sono impegnati a classificare foto segnaletiche, mentre Angela Merkel si scatta un selfie sullo sfondo dell’ennesimo arrivo di nuovi migranti.