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Andrea Lubitz “era ossessionato dalle Alpi e conosceva bene area schianto”

Ernst Müller, uno degli anziani membri del club di volo, dice del pilota: "Sono sicuro che conoscesse l'area dello schianto perché l'aveva sorvolato in aliante”. E così una ipotesi potrebbe essere quella che il luogo dell'impatto potrebbe non essere stato casuale

I nuovi dettagli sulla vita di Andreas Lubitz, il p27enne primo ufficiale della Germanwings che ha ucciso 149 persone (oltre a sé stesso) facendo schiantare sulle Alpi francesi l’A320 del quale aveva assunto il comando, sembrano addirittura lasciar intendere che il luogo dell’impatto potrebbe non essere stato casuale.

Perché, rivelano media tedeschi e francesi (incluso Le Parisien), sin da quando aveva 9 anni, il giovane avrebbe frequentato la zona assieme ai genitori. I soggiorni nelle montagne dell’Alta Provenza sarebbero proseguiti fino al 2003. Non solo. Il suo club di volo – il Luftsportclub Westerwald di Montabaur, il paese dove era nato, dove aveva ancora una stanza al primo piano della casa dei genitori, quella perquisita dalle autorità e dalla quale è stato portato via anche il pc – collaborava con un paio di sodalizi del sud della Francia. A 14 anni Lubitz aveva preso le prime lezioni per imparare a pilotare l’aliante, il “lasciapassare” per coronare il sogno di approdare nella cabina di pilotaggio dei grandi aerei di linea.

Ernst Müller, uno degli anziani membri dell’LSC Westerald (il cui sito è irraggiungibile da dopo che si è scoperto che Lubitz non era la vittima ma il “carnefice”), assicura: “Sono certo che Andreas abbia partecipato almeno una volta o due agli stages che tenevamo à Sisteron (nelle montagna dell’Alta Provenza, ndr). Un altro socio del club, Dieter Wagner, ha confermato l’episodio: Aveva partecipato a uno degli stages assieme a mia nipote. Era una suo buona amica”. Nei ricordi di Wagner, Lubitz era “un appassionato delle Alpi e anche ossessionato. Sono sicuro che conoscesse l’area dello schianto perché l’aveva sorvolato in aliante”.

Quasi certamente depresso, sicuramente malato (aveva strappato il certificato medica che gli avrebbe dovuto impedire di lavorare nel giorno del volo omicida), Lubitz potrebbe aver addirittura “pianificato” l’azione. Quasi tutti i testimoni lo descrivono come riservato. Il gestore del ristorante fast food della catena burger King presso il quale aveva lavorato part time lo ricorda come un ragazzo affidabile e poco appariscente. Esattamente come i suoi vicini: tanto educato da non suscitare sospetti nella Germania dove anche i pedoni rispettano il verde per attraversare la strada. Tanto taciturno da non innescare seconde domande, tanto riservato da non destare preoccupazioni.

Una delegazione degli inquirenti francesi si trova a Düsseldorf da venerdì sera dove sta valutando assieme alla Polizia ed alla Procura tedesche il materiale prelevato nella sua abitazione nella periferia della città ed in quella dei genitori a Montabaur. Le autorità, che hanno chiesto a Lufthansa (presso la cui scuola si è formato) e Germanwings tutti gli atti legati al suo addestramento ed alla sua “carriera”, hanno fatto sapere di aver raccolto la documentazione medica che lo riguardano. Una particolare attenzione, gli investigatori sembrano riservarlo al computer. Secondo indiscrezioni, gli esisti delle prime analisi potrebbero essere disponibili nel primo pomeriggio di lunedì. Ma quello del volo 4U9525 è un “giallo” con molti colpi di scena.