Società

Sul controllo di sé e la solitudine

Alessandra, 20 anni, ha spesso pensieri che la spaventano, non sa quanto può fidarsi di se stessa, ha paura di perdere il controllo delle sue azioni, di farsi del male, di farsi fuori.

Non ne vuole parlare con i suoi, li spaventerebbe, e neanche con il fidanzato che forse non capirebbe. Non prova altri sentimenti che la paura di fare gesti sconsiderati.

Spesso i pensieri spaventosi e la paura di perdere il controllo sono segnali di un problema più ampio che nasce all’interno delle relazioni importanti, in genere quelle sentimentali. Un partner che si allontana per esempio, fisicamente o emotivamente, può stimolare sentimenti di varia natura e se si ha poca familiarità con le proprie emozioni, queste si possono manifestare prevalentemente attraverso segnali fisici e sembrare una malattia, o come pensieri intrusivi, improvvisi che interrompono le attività: l’unica cosa che per la persona è chiara, è che si trova in una condizione di pericolo imminente.

Quando non si riconosce  un’emozione e questa diventa un sintomo, attacchi di panico o pensieri intrusivi che siano, essa sembra e viene vissuta come qualcosa di estraneo, di non appartenente a sé, qualcosa che si ha l’impressione di dover eliminare o allontanare. E invece è una parte di sé, una “produzione propria” con cui si sono persi i contatti o non si sono mai costruiti.

Condizioni di instabilità familiare per esempio, che stimolano insicurezza circa l’affidabilità/disponibilità/accessibilità delle figure di riferimento, non favoriscono la tranquillità necessaria per conoscersi e prendere consapevolezza di se stessi.

Certi atteggiamenti educativi poi distolgono e portano lontano dalle emozioni e si cresce con l’idea che provarne sia negativo. Avere un contatto diretto con i propri stati emotivi invece, è condizione essenziale per l’equilibrio psichico.

Per capirci qualcosa può essere utile riflettere sugli eventi che hanno preceduto i sintomi e valutare se e quanto possano essere in relazione.

A pensarci bene il ragazzo di Alessandra è andato a studiare all’estero a centinaia di chilometri di distanza e si potranno vedere molto meno. Lei è contemporaneamente contenta (per lui) e spaventata (per sé).

Inoltre il rapporto con i suoi è piuttosto problematico, soprattutto con suo padre che non digerisce i fidanzati in generale ed è sempre un po’ freddo, perciò l‘allontanamento del partner magari corrisponde ad un aumento della solitudine. I pensieri intrusivi forse hanno a che fare con questo.