Giustizia & Impunità

Lupi al telefono con il fratello del boss delle estorsioni: “Non vieni mai da noi…”

Dalle carte dell'inchiesta sul sistema Incalza emerge una conversazione di grande familiarità tra il ministro e Salvatore Di Gangi, fratello di Vittorio detto er Nasca, indicato dagli investigatore come capo di un giro di strozzo. Cornice, una manifestazione in memoria di San Tommaso Moro a Londra

A conversare amabilmente con il ministro Maurizio Lupi c’è anche Salvatore Di Gangi, fratello di Vittorio, detto er Nasca, indicato nelle carte come il capo di un giro di estorsioni a Roma. L’intercettazione emerge dall’inchiesta della Procura di Firenze sulle grandi opere che ha portato in carcere, fra gli altri, Ercole Incalza, e all’annuncio di dimissioni dello stesso Lupi. Salvatore Di Gangi è riconducibile alla società Sipro-Sicurezza Professionale. A passare il telefono al ministro è Franco Cavallo, dimessosi oggi dalla presidenza di Centostazioni (grupp Fs) dopo essere finito ai domiciliari nell’inchiesta “Sistema”.

Di Gangi chiama Cavallo che si trova a Londra auna manifestazione in memoria di San Tommaso Moro. Dopo i saluti, a richiesta di Di Gangi, Cavallo passa la telefonata a Lupi che gli è vicino: “…ma che c’è Maurizio lì vicino? … è lui che parla?”. “Aspetta che te lo passo. Vai – dice Cavallo passando il telefono al ministro – che ti vuole salutare Salvatore”. Lupi rimprovera Di Gangi: “Non vieni mai alle nostre cose…”. Poi, nella conversazione è Di Gangi a dire “Io se non vi sto vicino … sto male … capito? … vi sto vicino da lontano”.

Anche successivamente alla trasferta londinese di ottobre, Cavallo chiama Salvatore Di Gangi nel corso di una cena. E’ la vigilia di Natale e ancora una volta gli passa al telefono il ministro. “Torni a Roma dopo Natale? Quando hai un attimo di tempo se c’è Frank (Cavallo, ndr) andiamo a mangiare un boccone insieme”, dice Di Gangi a Lupi.

I rapporti tra Di Gangi e Cavallo riguardano anche la vita delle Compagnia delle Opere, con il primo che segnala al secondo un intervento per cercare di bloccare la candidatura per le elezioni alla presidenza del braccio economico di Cl nel Lazio, di un soggetto indicato come ‘il Grezzo’.

LA PRECISAZIONE DELLA SIPRO: “LA SOCIETA’ NON E’ RICONDUCIBILE A DI GANGI”

LA REPLICA DEL FATTOQUOTIDIANO.IT

Nelle carte dell’inchiesta sul Tav di Firenze, i carabinieri del Ros intercettano Salvatore Di Gangi, almeno fino 2014, su un’utenza cellulare “intestata alla Sipro – Sicurezza professionale con sede a Roma in via Di Salone 137”. Attendiamo quindi da Sipro delucidazioni sui suoi rapporti attuali con Salvatore Di Gangi. Osserviamo inoltre che, sempre secondo il Ros, la Sipro è integralmente controllata dalla Sipro Holding srl “in cui compaiono come soci le figlie Alessandra e Francesca Di Gangi”. Per il resto, ilfattoquotidiano.it non collega affatto la Sipro al fratello di Di Gangi, né scrive che la società sia coinvolta nell’inchiesta (fq)