Scienza

Eclissi di Sole 20 marzo, la guida: come osservare il fenomeno dalle 9 alle 12

L'eclissi per noi non sarà totale ma raggiungerà al massimo il 62% di copertura alle ore 10.30. L'Unione Astrofili Italiani invita le associazioni ad organizzare delle postazioni per consentire l'osservazione in sicurezza al pubblico

Venerdì 20 marzo, proprio nel giorno dell’equinozio di primavera, si verificherà la prima delle quattro eclissi di Sole previste per quest’anno. Il fenomeno sarà osservabile in Europa, Africa settentrionale e Asia settentrionale. La fascia in cui l’eclissi sarà totale interesserà regioni remote dell’Atlantico settentrionale, le Isole Faeroer e le Isole Svalbard ma anche in Italia sarà possibile l’osservazione del fenomeno sotto forma di eclissi parziale. La magnitudine, cioè la frazione di diametro del Sole coperto dalla Luna, oscillerà da un massimo di o,713 per un osservatore di Milano fino ad un minimo di 0,541, per un osservatore di Palermo.

Per chi volesse osservare il fenomeno da Milano, l’eclissi avrà inizio alle 9.24  ad un altezza di 29° e terminerà alle 11.44 a 43°,  raggiungendo il suo picco massimo alle 10.32 a 37°. A Roma, invece, lo spettacolo inizierà alle 9.23 ad un altezza di 32°, raggiungerà il suo massimo alle 10.31 ad un altezza di 42° e si concluderà alle 11.42 a 47°. Da Palermo l’eclissi sarà osservabile dalle 9.20 a 35°, raggiungerà il suo culmine alle 19.26 a 44° e terminerà alle 11.26 ad un’altezza di 51°.

Anche per quest’occasione, gli appassionati si organizzeranno per allestire l’osservazione e le riprese del fenomeno e l’Unione Astrofili Italiani invita tutte le associazioni ad organizzare delle postazioni per consentire l’osservazione in sicurezza al pubblico e a segnalarle  le proprie iniziative sul loro sito.

Ma prima di alzare lo sguardo al cielo vanno prese adeguate precauzioni per la vista, perché l’osservazione del Sole può essere pericolosa per l’occhio, specie nei soggetti più giovani, nei quali il cristallino è più trasparente. Occorre quindi impiegare sempre filtri certificati per l’osservazione diretta del Sole (UV ed IR): un filtro appropriato lascia passare solo lo 0,003 % della luce solare visibile e lo 0,5% della radiazione infrarossa. Il filtro più comune per l’osservazione ad occhio nudo sono gli occhiali da saldatore con indice di protezione 14 o i filtri in Mylar, composti da due sottili strati di plastica separati da un foglietto di alluminio.

Vengono proposti spesso nella forma di “occhiali da eclisse”, cioè occhiali di cartone, le cui “lenti” sono composte di filtri Mylar: sono i filtri meno cari e che possono essere utilizzati anche da chi usa un cannocchiale, un binocolo e un telescopio. Un’altra possibilità sono i filtri in vetro o in gelatina che permettono di osservare il Sole senza alcun rischio. Assomigliano ai filtri in Mylar, ma sono di migliore qualità e trasmettono un’immagine più nitida del Sole, senza la tipica colorazione blu dei primi.

Ma mentre gli appassionati si radunano con entusiasmo ed organizzano veri e propri “solar party” per l’occasione, i gestori delle reti elettriche europee potrebbero vivere l’evento con più apprensione. L’eclissi potrebbe, infatti, “mettere a rischio l’approvvigionamento energetico europeo, e la possibilità d’incidenti non può essere del tutto esclusa”, secondo un rapporto congiunto della rete europea dei gestori di sistemi di trasmissione elettrica Entsoe. Secondo gli esperti, la ragione è l’incremento del fotovoltaico negli ultimi anni in Europa, passato dallo 0,1% di tutta l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili nel 2002 all’attuale 10,5%.

Per evitare squilibri nella produzione di energia Terna ha disposto il distacco per 24 ore di tutti gli impianti eolici e fotovoltaici da 100 o più kW. L’Entso-E, la Rete Europea che unisce 41 gestori di rete in 34 paesi, ha previsto in Italia una riduzione del 21% della produzione nel momento di massimo oscuramento e del 50% in Germania per un totale di circa 34 GW.

Nel rapporto stilato il mese scorso dall’agenzia europea si legge che la velocità del calo di produzione potrà superare i 400 MW al minuto, mentre la ripresa sarà ancora più rapida, fino a 700 MW al minuto. L’Entso-E non ha raccomandato il distacco totale degli impianti ma Terna “per evitare problemi di equilibrio delle reti per via della rapida interruzione della produzione dei circa 18 GW fotovoltaici installati in Italia” ha ordinato lo stop ai titolari degli impianti (una procedura prevista dal Codice di Rete di Trasmissione Nazionale).