Elezioni 2015

Regionali Campania, caos centrodestra: “Caldoro o De Luca? Tutto è possibile”

Dopo la vittoria alle primarie Pd del sindaco decaduto di Salerno, ancora più complessa la geometria di alleanze da Ncd a Forza Italia. A indebolire il governatore uscente berlusconiano potrebbero essere i fittiani e la Lega Nord

Se il Partito democratico ha il suo candidato tra i tormenti, il centrodestra per le elezioni Regionali in Campania è nel caos. Da una parte c’è il neovincitore delle primarie Vincenzo De Luca, dall’altra in campo più che mai c’è Stefano Caldoro. Il governatore uscente, berlusconiano ma non ostile al governo, ha infatti già inaugurato l’inizio della campagna elettorale con lo slogan, “Caldoro presidente, marchio etico regionale”. Ma niente nell’area moderata è ancora deciso e, soprattutto, scontato.

Il partito di Angelino Alfano (Ncd) lega la sorte delle alleanze in Campania a quello che succederà all’assemblea nazionale della Liga Veneta quando si troveranno per la prima volta l’uno di fronte all’altro Luca Zaia, Flavio Tosi e il commissario ad acta Giampaolo Dozzo. L’aut aut posto da Matteo Salvini al Ncd potrebbe compromettere gli equilibri campani che al momento vedono il partito compatto su Caldoro. “Se noi”, fanno sapere fonti Ncd, “andassimo in Campania con il Pd a quel punto potremmo pensare di fonderci con i democratici e fare una operazione simile a quella di Scelta Civica”. Uno scenario che rimanda alla divisioni che si sono consumate nelle precedenti settimane fra l’area del Ncd più dialogante con il Pd (Cicchitto, Lorenzin, Quagliariello), e quindi con il governo, e un’altra area – guidata da Nunzia De Girolamo – che ha sempre immaginato di tornare fra le braccia di Silvio Berlusconi.

In casa Forza Italia la maggioranza del partito conferma fedeltà alla ricandidatura di Stefano Caldoro. Mara Carfagna, coordinatrice provinciale di Fi a Salerno, spara a zero sul candidato democratico. “Andrà in scena – mette a verbale – la sfida tra il buon governo, l’equilibrio, la serietà, il rigore amministrativo da un lato e il populismo, la propaganda e l’approssimazione amministrativa dall’altro. La scelta è tra il futuro e il passato, fra modello istituzionale rigoroso e sciatteria, tra poltronisti e innovatori”. Un duro attacco che esclude qualsiasi sostegno allo sceriffo di Salerno. Raffaele Fitto, enfant prodige di casa Forza Italia ma in pessimi rapporti con l’inquilino di Villa San Martino al punto da minacciare in più occasioni liste indipendenti per le regionali della prossima primavera, esclude cataclismi per la corsa a Palazzo Santa Lucia. Il gruppo dell’europarlamentare dovrebbe confluire nella coalizione che sosterrà il governatore uscente, Stefano Caldoro. Ma i suoi riferimenti in regione, su tutti la senatrice salernitani Eva Longo, non sono affatto convinti che finirà così. “Il quadro politico”, spiega a ilfattoquotidiano.it Longo, “non è ancora definito. Tutto è possibile”. Del resto, il programma dell’ex primo cittadino di Salerno affascina sotto alcuni aspetti anche la galassia fittiana.

Ma l’ala del ribelle di Forza Italia aspetterà fino a lunedì prossimo prima di presentare una lista elettorale in tutta la regione. Liste che invece ha già presentato Vincenzo D’Anna, eletto nel Pdl e oggi nel Gal, vicino all’ex coordinatore Nicola Cosentino, che sosterrà senza se e senza ma Vincenzo De Luca. I fittiani e D’Anna indeboliscono così l’uscente Caldoro e complicano ancora di più un quadro già intricato di suo. Che di certo non si ferma qui. Perché alla fine anche Salvini potrebbe decidere di scendere in campo e presentare anche lui un candidato. Un modo come un altro, riferiscono bene informati, per pesare la lista “Noi Salvini” in una regione meridionale, come la Campania. E quindi per preparare la strategia di sfondamento nazionale che sta caratterizzando la sua segreteria.

@GiuseppeFalci