Palazzi & Potere

Partito democratico senza risorse, in Sicilia rischia la bancarotta

Perde ogni mese diecimila euro e difficilmente riuscirà a prorogare la cassa integrazione per i dipendenti. La verità in una relazione del tesoriere dei democratici isolani. La colpa è soprattutto dei parlamentari che non pagano la loro quota

Il Partito democratico siciliano rischia la bancarotta, perde ogni mese diecimila euro secchi e difficilmente riuscirà a prorogare la cassa integrazione per i propri 13 dipendenti.

Secondo una relazione di cinque pagine del tesoriere dei democratici in Sicilia,  Salvatore Alessandro, la colpa di questa difficile situazione è soprattutto dei parlamentari nazionali e regionali, che non pagano la loro quota di 1.500 euro alle asfittiche casse del partito. Quattro eletti alla Camera hanno addirittura interrotto la restituzione dei 25mila euro del contributo per la campagna elettorale che viene richiesto a tutti coloro che sono stati candidati in lista in posizione utile per essere eletti. Tra questi ci sarebbero due deputati regionali e due eletti alla Camera a Messina: sarebbero Francantonio Genovese (nella foto), arrestato nel maggio scorso per truffa, peculato e altri reati per una storia di tangenti nella formazione professionale, e della pattese Maria Tindara Gullo, che nel partito di Genovese è considerata una “costola”. Ma a non pagare sarebbero anche gli assessori “tecnici” in quota Pd del governo regionale Crocetta-ter. Fino all’ultimo euro, invece, ha versato Corradino Mineo, il giornalista Rai eletto in Sicilia a Palazzo Madama che in passato sulla  filosofia del contributo richiesto dal partito agli eletti aveva duramente polemizzato definendolo senza mezzi termini come un “pizzo”.

L’anno scorso era toccato al nuovo segretario regionale Fausto Raciti scoprire che nei conti del partito c’era un “buco” da 500 mila euro: dal giugno del 2014 era quindi stata chiusa la sede regionale di via Bentivegna, a Palermo, mentre è scattata la cassa integrazione per i tredici dipendenti dei democrat. Nel frattempo, però, la situazione non è migliorata.Tanto che Il tesoriere Alessandro è disperato, e minaccia di pubblicare i nomi degli eletti del Pd che non sono in regola con il pagamento del contributo. Anche se non si capisce dove lo farà: il sito “pdsicilia.it” rischia infatti la chiusura a breve, visto che chi lo ha curato fino ad ora non è stato pagato per le proprie prestazioni.